I libri sono pericolosi. Guarda questo video, prima, poi ti spiego perché (secondo me).

I libri sono pericolosi perché dalle loro pagine si sprigionano idee ed emozioni. E fanno incontrare le persone: quelle che leggono e quelle sono solo incuriosite da un titolo o da una copertina, quelle a cui piacciono le cose belle e utili da condividere e quelle che amano ritagliarsi delle pause rilassanti per confrontarsi.
I libri sono pericolosi perché quando ti immergi nelle loro pagine rischi di essere trasportato in altre epoche e in altri luoghi, di conoscere situazioni che tu neanche immaginavi, di incontrare qualcuno che ha lasciato un segno e anche qualcuno che nemmeno esiste ma che può lasciarti una spina nel fianco.
Ci sono libri talmente pericolosi da cambiarti la vita. Alcuni continuano a rimanere nella tua testa anche dopo la parola “fine”, altri ti lasciano indifferente. Ci sono libri che ti fanno piangere, altri sorridere, alcuni anche arrabbiare e perfino credere che sia possibile sperare in un domani migliore.
Bisogna correre il rischio di leggere, insomma.
Il tema che ho scelto per questo pomeriggio letterario è: IMPARARE AD AMARSI. Leggere non è un’attività primaria come respirare e mangiare, viene dopo. E fa parte del nostro arricchimento, del nostro voler imparare ad amarci. Perché la buona lettura presenta anche altri rischi: allena al “senso critico”, a discernere, cioè, le informazioni vere e utili da quelle false e nocive che si accumulano ogni giorno sui social e aiuta a orientarsi un po’ di più fra le tenebre nel mondo e dentro se stessi.
Se non hai paura di rischiare, allora, “Ti scrivo per abbracciarti” ti aspetta il 16 marzo.
Letizia Guagliardi
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