#PerCosaMiMeraviglioOggi – la rosa di Gerico: perché il deserto non può uccidere ciò che è nato per rinascere

Buongiorno!

Ci sono momenti in cui ci si sente completamente vuoti. Quei momenti in cui la vita, con la sua frenesia, le sue delusioni e i suoi colpi bassi, sembra averci prosciugato ogni singola goccia di energia, di passione e di speranza.

A chi di noi non è mai capitato di guardarsi allo specchio e sentirsi… arido? Come se il fuoco che avevamo dentro si fosse spento. Come se non avessimo più nulla da dare, né agli altri né a noi stessi. Quando entriamo in questo stato di disidratazione emotiva, la nostra mente ci sussurra una bugia terribile: “È finita. Hai perso la tua luce. Non tornerai mai più a splendere come prima”.

Ma possiamo smontare questa bugia. Perciò, oggi facciamo un viaggio nel cuore dei deserti più aridi del pianeta, dove vive un fiore straordinario: la rosa di Gerico, la meraviglia di oggi.

La rosa di Gerico non è un fiore comune. Non vive in un giardino curato, protetta e annaffiata ogni giorno. Vive dove la terra spacca per la sete. E quando la stagione della siccità stringe la sua morsa spietata, questo fiore fa qualcosa di incredibile. Non combatte contro il deserto. Non si dispera.

Per sopravvivere, compie un atto di ritirata strategica. Chiude i suoi rami verso l’interno. Protegge il suo cuore. Ritira le sue radici dal terreno e si lascia avvolgere su se stessa, trasformandosi in una pallina marrone, secca, apparentemente morta.

In questo stato, lei si lascia trasportare dal vento. Rotola tra le dune, sotto un sole accecante, per mesi, per anni, a volte persino per decenni. Chiunque la guardasse in quel momento direbbe che è solo un pezzo di legno senza vita. Un rifiuto del deserto.

Ma la vita non è scomparsa. È solo custodita all’interno. La rosa di Gerico sta solo aspettando.

Perché non appena il vento la spinge vicino a una pozzanghera o una singola, minuscola goccia di pioggia tocca la sua superficie, avviene la meraviglia. Nel giro di poche ore, quella pallina secca inizia a distendersi. I rami si aprono. Il colore marrone lascia il posto a un verde brillante, acceso, pieno di vita. Il fiore si sveglia dal suo sonno profondo e torna a mostrare tutta la sua straordinaria bellezza. Non era morta. Era solo in attesa del suo momento.

Questa è un’altra potente lezione che la natura ci dà sull’evoluzione personale: il fatto che se noi siamo spenti oggi, non significa che siamo finiti.

A volte, la vita ci impone dei periodi di deserto. Periodi in cui dobbiamo chiuderci in noi stessi, proteggere il nostro cuore e limitarci a sopravvivere. Forse in questo momento ci sentiamo esattamente così: ci lasciamo trasportare dagli eventi, ci sentiamo secchi, privi di stimoli, invisibili agli occhi del mondo.

E invece la nostra capacità di amare, di sognare, di creare e di avere successo non è svanita. È solo custodita dentro di noi, protetta sotto la tua corazza di sopravvivenza. Siamo solo in modalità d’attesa.

Non vergogniamoci del nostro momento di siccità. Non colpevolizziamoci se oggi non abbiamo le forze per fiorire. Facciamo come la rosa di Gerico: proteggiamo la nostra essenza, resistiamo e lasciamoci guidare.

Perché la pioggia tornerà. L’opportunità giusta arriverà. Quella persona, quel progetto, quel cambio di direzione che stiamo aspettando toccherà la nostra vita. E quando quella goccia arriverà, noi non saremo impreparati. Ci apriremo di nuovo, mostreremo al mondo i nostri colori più accesi e rinasceremo più forti, più saggi e più splendenti di prima.

Il deserto può durare a lungo ma la nostra linfa vitale è immortale. Abbiamo fede nel nostro tempo di attesa. La nostra fioritura è solo questione di tempo.

Serena giornata!

#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑