Non puoi dire di essere stato a Parigi finché non ti trovi ai piedi di questo gigante di metallo. Visitarla e scoprire la sua storia la rende ancora più affascinante. Pensare che l’intera struttura è stata assemblata in appena due anni (tra il 1887 e il 1889) per l’Esposizione Universale ha dell’incredibile.
La cosa più folle? Doveva essere una struttura temporanea! I parigini avevano vent’anni di tempo per smantellarla e molti intellettuali dell’epoca la detestavano cordialmente, definendola una “mostruosità”. A salvarla ci pensò lo stesso Gustave Eiffel (lo stesso genio che progettò lo scheletro della Statua della Libertà) che la trasformò in un’enorme antenna radio, rendendola indispensabile.
Ed ecco alcune curiosità: d’estate il ferro si dilata con il caldo, facendola allungare di diversi centimetri e inclinandone la cima lontano dal sole. Ogni sette anni i manutentori usano ben sessanta tonnellate di vernice solo per proteggerla dalla ruggine. Con i suoi 324 metri attuali, oggi il suo “marchio” vale oltre 430 miliardi di euro.

Nei dintorni, tanti ristoranti e bistrot storici che fanno fare un autentico salto nel tempo. L’atmosfera è accogliente, grazie alle tovaglie a quadretti rossi e i piatti tradizionali francesi come il confit de canard (anatra confit) o il classico cassoulet. Alcuni di questi posti hanno grandi vetrate in stile Art Nouveau e sono il luogo ideale per sedersi ai tavolini all’aperto e osservare il viavai parigino mentre si sorseggia un caffè o si gusta una caldissima soupe à l’oignon (la zuppa di cipolle francese).
Insomma, da ‘mostro di metallo’ a icona assoluta del romanticismo: la storia della Torre Eiffel ci insegna che il tempo cambia davvero ogni prospettiva.
Guardarla di sera, mentre si accendeva per regalare il suo spettacolo di luci, mi ha fatto capire perché da mostro incompreso sia diventata l’icona romantica di un intero Paese. Un’emozione che non dimenticherò.
Nel prossimo post andremo alla Reggia di Versailles.
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Letizia Guagliardi
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