#PerCosaMiMeraviglioOggi: le patatine fritte, il lato più croccante della vita.

Buongiorno!

Oggi cominciamo con un salto nel passato: inverno 1860, in Belgio. Il fiume Mosa è completamente ghiacciato. I contadini della zona, abituati a pescare piccoli pesci per friggerli, sono disperati. Per non rinunciare al loro amato rituale, hanno un’idea geniale: prendono delle patate, le tagliano a forma di pesciolino e le tuffano nell’olio bollente. Nasce così, da un inverno gelido, lo snack più amato del pianeta. Oggi, 13 luglio, è la Giornata Mondiale delle patatine fritte!

Dietro a un semplice cartoccio di patatine si nasconde una secolare faida diplomatica. Chi le ha inventate davvero?

I Belgi ne rivendicano la paternità assoluta. Per loro le patatine sono una religione, tanto da aver dedicato loro l’unico museo al mondo a Bruges (il Frietmuseum). I francesi giurano che siano nate a Parigi nel 1789, sui banchetti dei venditori ambulanti a Pont-Neuf, subito dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese.

Se oggi tutto il mondo le chiama French Fries (“fritte francesi”), la colpa è dei soldati americani. Durante la Prima Guerra Mondiale, arrivati in Belgio, assaggiarono queste meraviglie. Poiché la lingua ufficiale dell’esercito belga era il francese, i soldati le battezzarono erroneamente “french fries”. Il nome è rimasto stampato nella storia per sempre.

Le patatine sottili e croccanti in busta, invece, non sono nate da un esperimento ma da un atto di pura rabbia.

Ora, quindi, andiamo a New York, nel 1853, nel ristorante Moon Lake Lodge. Qui c’è lo chef è George Crum, un uomo dal carattere non proprio facilissimo. Un cliente facoltoso e decisamente viziato rimanda indietro il suo piatto di patate per ben tre volte, lamentandosi che sono “troppo spesse, molli e poco salate”. Crum, furioso e deciso a vendicarsi per l’affronto, prende una patata e la affetta così sottile da renderla trasparente. Frigge le sottilissime fette fino a farle diventare dure come il legno e le ricopre con una manciata di sale, sicuro che il cliente le avrebbe sputate. Il risultato? Il cliente se ne innamora follemente e nascono le Saratoga Chips.

All’inizio le patatine si mangiano solo al ristorante perché, se conservate all’aria, diventano subito molli. Settantre anni dopo, nel 1926, in California, l’imprenditrice Laura Scudder ha l’idea che cambia tutto: stirare due fogli di carta oleata per creare il primo sacchetto sigillato della storia. Grazie a quel lampo di genio, le patatine sono rimaste croccanti, pronte per viaggiare ed essere sgranocchiate ovunque nel mondo.

Perché alcune patatine creano dipendenza e altre sono molli e tristi? È tutta una questione di scienza e segreti millenari. I maestri belgi non friggono le patate una sola volta. Il segreto è una vera e propria formula magica. La prima frittura avviene a 130-140°C per cuocere il cuore delle patate e renderlo morbido come un purè. Poi, dopo un periodo di riposo, subiscono uno shock termico a 180°C: l’acqua rimasta in superficie evapora all’istante, creando quella crosticina dorata e croccante che tutti amiamo. In Belgio, le vere patatine non si friggono nell’olio vegetale ma nel blanc de bœuf, ovvero il grasso di bue purificato. È questo che dona quel sapore unico e inconfondibile.

Gli scienziati hanno dimostrato che il mix perfetto di carboidrati, sale, grassi e croccantezza delle patatine fritte innesca nel nostro cervello una tempesta di dopamina, l’ormone della felicità. All’inizio degli anni 2000, qualcuno negli Stati Uniti ha guardato un piatto di patatine e ha pensato: “Se dedichiamo giornate a presidenti e poeti, perché non dovremmo celebrare ciò che ci rende felici ogni giorno?”. È nata così una mobilitazione spontanea dal basso, una vera e propria dichiarazione d’amore collettiva per questo comfort food.

Esiste qualcuno a cui non piacciono? No, non esiste.

Serena e croccante giornata 🍟🍟🍟

#PerCosaMiMeraviglioOggi #almenounagioiaalgiorno

Letizia Guagliardi

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