Visitare Bratislava da Vienna – dov’ero io la fine di aprile, è un’ottima idea perché le due capitali sono tra le più vicine d’Europa, distanti solo circa 80 km e collegate in meno di un’ora di treno o autobus. Io ho scelto il treno e ci sono andata il 1° maggio.
Bratislava, la capitale della Slovacchia, è una meta rilassante e ricca di atmosfera perché offre un fascino intimo e un centro storico interamente pedonale.
Appena arrivata, ho visitato il castello. Sorge su una collina rocciosa dei Piccoli Carpazi a 80 metri sopra il livello del Danubio e quindi offre una vista panoramica mozzafiato che spazia sull’intero centro storico, sul fiume e, nelle giornate più limpide come quella che è capitata a me, fino all’Austria e all’Ungheria. La struttura è caratterizzata da una pianta rettangolare bianca e da quattro torri angolari con tetti rossi, elemento che la rende immediatamente riconoscibile. La grande statua equestre in bronzo di Svätopluk I, situata nel cortile d’onore del Castello di Bratislava, celebra il sovrano della Grande Moravia (IX secolo) come figura chiave della storia slovacca. Inaugurato nel 2010, il monumento di 7,8 metri, opera di Ján Kulich, raffigura Svätopluk come un condottiero che innalza la spada.











Negli interni del castello ho visitato il Museo Storico Nazionale: espone collezioni numismatiche, armi antiche, arredi d’epoca e la celebre statuetta della Venere di Moravany. Poi, la Torre della Corona: è la torre più antica rimasta intatta e permette di salire in cima per godere del punto panoramico più alto del complesso. E qui ho scattato un sacco di foto, prima di passeggiare nel Giardino Barocco. Situato sul retro della struttura, è uno spazio verde curato e ricostruito secondo i progetti d’epoca dell’imperatrice Maria Teresa.
Ormai era ora di pranzare, quindi mi sono diretta nel centro storico di Bratislava, noto come Città Vecchia (Staré Mesto), un affascinante dedalo pedonale di vicoli acciottolati, piazze eleganti e palazzi barocchi adagiato lungo la sponda nord del Danubio. Estremamente intimo e sicuro, si visita facilmente a piedi in un giorno ed è famoso sia per la sua ricca storia medievale, sia per le bizzarre statue in bronzo sparse tra le sue vie, come il celebre Cumil (il guardone): un operaio che sbuca da un tombino stradale e che attira passanti da tutto il mondo. Qui mi è stato impossibile fare una foto, troppe persone in fila.
In un ristorante in piazza ho mangiato un piatto tipico del posto: i Bryndzové halušky (gnocchetti con formaggio di pecora, pancetta croccante ed erba cipollina), preceduti da un antipasto delizioso, specialità del ristorante. La cultura della birra qui è forte. I prezzi a boccale sono i più bassi d’Europa.




La tappa successiva, dopo il pranzo, è stata la Chiesa Blu. Il suo nome ufficiale è Chiesa di Santa Elisabetta d’Ungheria (Kostol svätej Alžbety) ed è un capolavoro dell’architettura Art Nouveau (stile Secessione ungherese), celebre per le sue inconfondibili sfumature azzurre. Progettata dal famoso architetto Ödön Lechner, l’edificio sembra uscito direttamente da una fiaba della buonanotte. La facciata, i mosaici, le maioliche e persino il tetto smaltato utilizzano una combinazione cromatica dominata dal blu e dal bianco. Forme ondulate, linee morbide ed elementi decorativi stravaganti ricordano le creazioni di Antoni Gaudí. L’interno segue fedelmente il tema cromatico esterno: i banchi, le pareti e le decorazioni sono finemente rifiniti in azzurro.




A questo punto ci voleva un caffè, accompagnato da due dolci tipici: la torta Marlenka (al miele e noci) e il Bratislavský rožok, un cornetto farcito ai semi di papavero che vanta una ricetta protetta a livello europeo.
È stata un’esperienza davvero rilassante: tutto a piedi perché il centro storico è piccolo, raccolto e totalmente privo di auto. Bratislava è una gemma che unisce l’eleganza austro-ungarica a un’atmosfera vivace e a prezzi accessibili, situata strategicamente sul Danubio. Ed è anche l’unica capitale al mondo a confinare contemporaneamente con due stati esteri, unendo di fatto i territori di Slovacchia, Austria e Ungheria. In serata, rientro a Vienna per altre esplorazioni.
Letizia Guagliardi
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