Sono appena tornata da un viaggio di sei giorni a Vienna, senza dubbio una delle città più belle d’Europa: eleganza imperiale, ricchezza culturale e una qualità della vita elevata.Tanto fascino: storia asburgica, arte, caffè storici, spazi verdi immensi e un’organizzazione urbana impeccabile.
Attraversarla in lungo e in largo è come inoltrarsi in un labirinto di palazzi maestosi e monumenti, tra cui la reggia di Schönbrunn, l’Hofburg e il Belvedere, che testimoniano il passato glorioso dell’Impero. La Ringstrasse offre un concentrato di edifici monumentali unici. È anche conosciuta come la capitale della musica: ospita tre teatri d’opera e celebra geni come Mozart, Strauss e Beethoven. La densità di musei, gallerie d’arte e teatri è tra le più alte al mondo. E poi il verde: quasi la metà del territorio cittadino è costituito da aree verdi, inclusi parchi curatissimi e il bosco viennese, per cui c’è un’altissima qualità dell’aria e della vita. Ho constatato di persona che è una città ordinata, sicura e pulita, con trasporti pubblici efficienti che rendono gli spostamenti semplici e piacevoli. E vogliamo parlare dei suoi caffè storici? Non sono solo luoghi di ristoro ma vere istituzioni culturali, ideali per gustare la famosa Sacher Torte in un ambiente raffinato.
Vienna è bella perché riesce a essere contemporaneamente imperiale e moderna, accogliente e maestosa, raffinata e accessibile. In questo post ti parlerò del Castello di Schönbrunn, che ho visitato la mattina del 26 aprile. Il giardino imperiale, aperto al pubblico da Maria Teresa nel 1779, racchiude numerosi tesori dell’arte orticola: viali sontuosi e siepi perfettamente potate che celano boschetti, grandi aiuole di piante abbellite da motivi ornamentali e fiori dai colori vivaci.




Sotto Maria Teresa, la reggia visse la sua prima epoca di splendore. Le oltre 1000 stanze dovevano alloggiare l’intera corte e anche la prole numerosa e crescente della coppia imperiale che riempiva Schönbrunn di vita e allegria. La corte era il centro della vita culturale e sociale: vi si davano feste sontuose, si organizzavano passeggiate in barroccio nel parco del castello e le manifestazioni speciali si susseguivano, come per esempio la competizione musicale tra Mozart e Salieri nel 1786 nell’Orangerie.









Da visitare anche la serra delle palme (Palmenhaus), un’imponente costruzione in vetro che comprende tre padiglioni, ognuno con una zona climatica diversa, e ospita oltre 4500 specie vegetali. Per ampliare costantemente la sua collezione, Francesco I di Lorena finanziava spedizioni che portarono nuove specie animali e vegetali.






Così, ben presto, si poterono ammirare piante e animali esotici tra cui la prima giraffa, dono del vicerè d’Egitto, che fece sensazione e si rivelò molto preziosa per il marketing: l’entusiasmo suscitato dall’insolita specie si riflettè tra l’altro nei motivi dei tessuti di moda, nel profumo “Esprit à la giraffe” e nella torta giraffa.






Il giardino zoologico, che attualmente è il più antico al mondo, racchiude oltre 500 diverse varietà animali, con un vantaglio che va dalle specie rare agli animali selvatici locali. I pasti degli animali, distribuiti durante la giornata in recinti diversi, sono un’attrazione speciale per i visitatori e talvolta un vero e proprio show, come il pasto alle foche.
Durante la mia visita al castello ho potuto ammirare la ricchezza e il fasto delle sale imperiali e del loro mobilio. Nel 1996 l’UNESCO ha inserito l’intero complesso di Schönbrunn con il castello imperiale, il parco, lo zoo e la serra delle palme, nella lista del patrimonio culturale mondiale.

Nel prossimo post, altre meraviglie di questa bellissima città 😍
#almenounagioiaalgiorno #sìviaggiare
Letizia Guagliardi
Lascia un commento