La voce di Anna Frank: un messaggio per ognuno di noi

Soprattutto in questi giorni, il mio pensiero va ad Anna Frank e ogni volta le sussurro “Grazie” per aver scritto il suo diario. Perchè con quelle pagine ci ha fatto dono della sua freschezza, della sua voglia di vivere e delle numerose emozioni che si celano dietro i tanti dettagli, anche insignificanti, dei suoi quasi due anni di prigionia nell’alloggio segreto di Prinsengracht 263 ad Amsterdam.

E così lei per noi a volte è figlia, altre amica, altre ancora sorella. «La sua cenere è muta e dispersa nel vento», ricordò poi Primo Levi in una poesia dedicata alla «fanciulla d’Olanda murata fra quattro mura, che pure scrisse la giovinezza senza domani». Oggi avrebbe 96 anni e chissà quante altre storie avrebbe scritto, quanta bellezza ci avrebbe ancora mostrato nonostante la morte, l’odio e la distruzione che imperversava intorno a lei. Perchè Anna la sua sensibilità alla bellezza non la perse mai, riuscì a strappare due anni di vita ai nazisti senza sapere di essere riuscita a strappare anche l’eternità.

Nel suo diario ha appuntato di tutto: gli sbalzi d’umore tipici della sua adolescenza, la forza di lottare per avere una vita dignitosa, i suoi studi che continuò nonostante la prigionia, i suoi sogni, la sua cotta per Peter. Credo che uno dei valori del suo diario consista proprio in questo: la quotidianità che si fa strada in mezzo alla ferocia e alla stupidità di un evento storico tra i più assurdi.

Nella sua camera. Sulla scrivania, il suo diario.

Anche rinchiusa, lei mantiene il cuore grato, l’entusiasmo tipico della sua età e una determinazione non comune.

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.

Cosa sarebbe stato di tutti quei potenziali talenti e ideali ancora bambini e adolescenti come Anna, se non fossero stati distrutti dalla follia omicida dei nazisti? Quanti futuri grandi scrittori, giornalisti e artisti abbiamo perso? Quanti medici, scienziati e ingegneri avrebbero portato il loro prezioso contributo al progresso dell’umanità?

«Voglio fare la scrittrice o la giornalista», scrive Anna nel suo diario. Qualcuno ha tolto a lei e a molti altri la possibilità di scegliere se coltivare o sprecare il proprio talento.

Anna si sarebbe sposata, avrebbe avuto dei figli, forse, e magari sarebbe diventata nonna, con dei nipoti a cui raccontare la sua esperienza? O magari avrebbe scelto di dedicarsi totalmente alla sua attività di scrittrice, avrebbe pubblicato il suo diario, sarebbe andata nelle scuole e avrebbe portato il suo messaggio agli studenti? O invece avrebbe ripreso gli studi, si sarebbe diplomata e poi, forse, laureata? Sarebbe diventata giornalista, avrebbe girato per il mondo e avrebbe scritto articoli, magari altri libri, realizzato reportage? Quante cose avrebbe potuto scegliere di fare… se solo non le avessero spezzato il filo delle sue speranze e dei suoi sogni!

“Quanto sarebbero buoni gli uomini, se ogni sera prima di addormentarsi rievocassero gli avvenimenti della giornata e riflettessero a ciò che v’è stato di buono e di cattivo nella loro condotta! Involontariamente cercheresti allora ogni giorno di correggerti, ed è probabile che dopo qualche tempo avresti ottenuto un risultato”.

Questo suo messaggio è sempre più attuale. Perché il Giorno della Memoria? Perché abbiamo l’obbligo di ricordare? Per non ripetere gli stessi errori, per correggerci, per analizzare ciò che c’è di buono e cosa c’è di cattivo in ciò che facciamo. Ogni sera, prima di addormentarci. Certo…non solo il 27 gennaio!

Oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta,è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità. (Elisa Springer, superstite dell’Olocausto)

SAPERE – CAPIRE – COMPRENDERE.

Ogni giorno. Per uscire dall’oscurità.

“Mio Dio, ti ringrazio di tutte le cose buone, care e belle” : Anna conclude così le sue preghiere, ogni sera, in tedesco, la lingua dei suoi persecutori.

(scena da “Il diario di Anna Frank” del 1959) – Le famiglie Frank e Van Daan, nell’alloggio segreto, guardano il cielo: da lì arriveranno bombe o lampi di speranza?

Siamo stati costretti a ricordarci di essere ebrei incarcerati in casa, privi di diritti, con migliaia di doveri. Noi ebrei non possiamo far valere i nostri sentimenti, dobbiamo essere coraggiosi e forti, prenderci tutte le grane senza lamentarci, dobbiamo fare quello che possiamo e avere fiducia in Dio. Prima o poi questa terribile guerra finirà, e torneremo  a essere uomini e non soltanto ebrei!” (11 aprile 1944) – Fede e speranza. Sempre e nonostante tutto.

A volte penso, qualcuno qui dentro mi capirà? Saprà vedere al di là dell’ingratitudine, dell’essere ebrei o meno, e considerarmi solo per la ragazzina che sono, che ha tanto bisogno di divertirsi?” (24 dicembre 1943).




Anche oggi, in mezzo a tanta miseria, bisogna cercare la bellezza che rimane ancora.

La voce di Anna vibra sempre molto forte dalle pagine del suo diario a quadretti verdi e rossi e ci sprona a riflettere sui nostri comportamenti, sul mondo e sul piccolo posto che occupiamo. È una voce potente, nonostante provenga da una ragazzina minuta, costretta a nascondersi in una soffitta affollata e poi umiliata in un campo di concentramento in cui ha conosciuto tutte le aberrazioni di cui è capace l’essere umano. È la voce di una ragazzina che aveva tanta voglia di crescere, di divertirsi, di realizzare i suoi sogni.

“Voglio continuare a vivere anche dopo la morte!” 

Beh… direi, cara Anna, che ci sei davvero riuscita!

Letizia Guagliardi

2 pensieri riguardo “La voce di Anna Frank: un messaggio per ognuno di noi

Aggiungi il tuo

  1. Ciao, quanti ricordi…al Liceo tradussi il Diario dal tedesco, lingua straniera studiata già alle Medie…A dire il vero ero bravo in tedesco…ma scoprire da un racconto, direttamente vissuto, gli orrori compiuti contro persone inermi fu come ricevere cazzotti nello stomaco. E purtroppo non è bastato…troppe enormità avvengono pure oggi…e tutte subito giustificate, scusate, perdonate per essere dimenticate e poi ricominciare…mi sa che chi le compiva allora è avo di chi le compie oggi…senza coscienza ed umanità 😔come se 80 anni di pace siano stati un fastidio insopportabile…

    "Mi piace"

  2. ❤️Mi ricordo di averlo letto anni fa. Ora mi fa pensare ai ragazzi di oggi che invece del diario hanno i social. Bello comunque pensare come una cosa piccola come il diario di una ragazzina può avere tanto potere.

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Liis Cancella risposta

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑