Come Checco Zalone, anch’io ho assaggiato (solo assaggiato…per curiosità!) la nostra pasta cucinata all’estero da ristoranti che si spacciavano per italiani. Non scherziamo: cucinare la nostra pasta è una cosa seria, non sono ammesse rivisitazioni fantasiose e a dir poco stravaganti (gli spaghetti alla carbonara sono quelli più falsificati fra i piatti spacciati per italiani). Gli errori più comuni sono davvero tragicomici: usare la pasta come contorno, salarla dopo averla scolata, scuocerla a puntino perché il concetto “al dente” non è noto, usare cucchiaio e forchetta per mangiare la pasta lunga e…mi fermo qui, anche se di metodi “vichinghi” ce ne sono ancora.

Difendiamo la pasta: è il nostro orgoglio, insieme alla pizza e a tanti altri prodotti. Rappresenta il nostro Paese, lo stile italiano.
Il 25 ottobre è stata la Giornata Mondiale della pasta. Giunta alla 26esima edizione, è promossa da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation. Per questa manifestazione targata 2024, la capitale mondiale è stata Philadelphia, dove si sono tenuti i festeggiamenti ufficiali. Ma anche in Italia c’è stata una degna celebrazione, soprattutto online. Sono stati centinaia, da Nord a Sud, i ristoranti che hanno omaggiato questa ricorrenza proponendo in menu i capisaldi della tradizione.

Un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo è “nostro”. Secondo i dati elaborati da Unione Italiana Food e Ipo (International Pasta Organisation,) l’Italia, oltre a essere leader nella produzione, è anche il Paese che ne mangia di più (con 23 kg pro-capite all’anno). Il 25% della pasta consumata nel mondo e il 75% consumata in Europa sono prodotti da un pastificio italiano.

Oggi si stima che in Italia esistano circa 300 formati differenti di pasta e per i vari tipi ci sono gli abbinamenti di condimento corretti. Ecco la guida secondo l’AIDEPI (l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane).
Gli abbinamenti della pasta lunga
Bucatini: amatriciana. gricia, sughi strutturati con pomodoro e formaggi.
Bavette: sughi semplici di pesce, pesto alla genovese.
Capellini: minestre.
Fusilli: con ragù alla napoletana, sughi di carne, ricotta.
Lasagne: sughi ricchi di carne, formaggi e verdure.
Maccheroncini: ragù alla napoletana, sughi di carne.
Rigatoni: sughi corposi, ragù di carne, verdure, salsiccia. adatti anche a timballi al forno, con sughi di carne.
Spaghetti: serviti asciutti, con filetto di pomodoro, sughi all’olio, sughi di pesce, carbonara.
Ziti: serviti asciutti, in timballo o spezzati con ragù alla napoletana o sughi di carne.
Gli abbinamenti della pasta corta
Conchiglie: con salsa di pomodoro, sughi semplici, sughi di carne.
Farfalle: sughi semplici all’olio, paste fredde estive.
Mezze maniche rigate: pomodoro fresco o sughi semplici al burro, carbonara.
Orecchiette: cime di rapa, sughi al pomodoro e ricotta.
Pasta mista: in brodo, minestroni, zuppe, pasta e fagioli.
Penne lisce: sughi leggeri di pesce e verdure, pasta fredda.
Paccheri: ragù di pesce, sughi corposi di verdure.
Trofie: lessate con fagiolini e patate e poi condite con il classico pesto alla genovese.
Ringraziamo i veri ristoratori italiani nel mondo che valorizzano la pasta in piatti che trasmettono il piacere e la gioia del mangiare mediterraneo.
La pasta è democratica, con un pacco di pochi euro si può preparare un piatto gustoso per una famiglia di quattro persone. E come le madeleines di Proust, anche per noi, soprattutto con la pasta fatta in casa, riaffiorano i ricordi della nostra infanzia, quando erano le nonne e le mamme a prepararla.


“L’unità d’Italia, sognata dai padri del risorgimento,
oggi si chiama pastasciutta;
per essa non si è versato sangue,
ma molta pummarola.” (Cesare Marchi, scrittore, 1922-1992)
W la pasta italiana!
Letizia Guagliardi
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