Biancaneve e la grande battaglia

E si è svolto anche il 4° incontro del Lab. “Io scrivo con letizia“, anche stavolta con tanto entusiasmo e allegria.

Abbiamo continuato la nostra personale storia di Biancaneve, ragazza che soffre per la cattiveria e l’invidia della sua matrigna e per questo fugge dal castello e arriva in città, anzi…nella città sotterranea dei Manions, sette buffi personaggi supertecnologici che attraverso computer, monitor e tutti i dispositivi più all’avanguardia controllano e vigilano per assicurare la pace e il benessere. Eravamo arrivati a questo punto nella scorsa puntata che, se vuoi, puoi leggere QUI.

Cosa succede ora? Succede che la Regina, accortasi della fuga di Biancaneve, sguinzaglia il suo esercito alla sua ricerca, non può permettersi che la sua figliastra sfugga al suo controllo. I soldati sono ben armati: fucili, pistole, mitra e bombe a mano. Chiedono in giro, ad ogni passante finchè si forma una folla intorno a loro ma nessuno ha visto Biancaneve. I soldati allora sparano ma, con grande sorpresa di tutti, dalle loro armi non escono proiettili. Da ogni pistola e fucile escono caramelle, lecca-lecca e cioccolatini! I mitra sparano raffiche di panini, tramezzini, pizzette e fette di torte rustiche. Le bombe esplodono e sulla gente piovono cupcakes, muffin, dolcetti e pasticcini di ogni forma e colore. Tutti esultano e mangiano. I soldati sono sbalorditi ma poi mangiano anche loro tutto quel cibo che non hanno mai assaggiato prima.

I Manions assistono a questa scena fantastica dai loro monitor e sono soddisfatti. Biancaneve è senza parole: la temuta battaglia della terribile Regina si è trasformata in una festa. Tutti mangiano, ridono e si abbracciano. E la Regina? Come reagirà quando saprà ciò che è avvenuto? E i suoi soldati, ritorneranno alla vita triste del Castello? E che decisione prenderà Biancaneve?

Ogni aspetto di questo capitolo ha avuto degli obiettivi precisi: le guerre in corso, come reagiamo agli eventi improvvisi e se possiamo cambiare aspetti del nostro carattere che fanno star male noi e gli altri. I miei piccoli scrittori, come sempre, hanno detto a turno le proprie opinioni, hanno scritto e disegnato. E abbiamo anche sognato ad occhi aperti: sarebbe bello se dalle armi in uso nelle guerre in corso uscissero tante cose belle!

Letizia Guagliardi

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