La meraviglia delle donne calabresi

Oggi condivido con te un’iniziativa davvero interessante. Il 23 marzo ho partecipato con una delle mie classi – la 3 A Meccanica (IIS “E. Majorana” – Rossano) – alla presentazione del libro “La Calabria delle meraviglie” di Arcangelo Badolati. Durante la manifestazione – organizzata dall’Associazione AIDA-1374 Namastè – Antonio Iapichino (il Presidente) e il giornalista hanno dialogato con gli studenti nella Sala Rossa di Palazzo San Bernardino, nel centro storico di Rossano.

Arcangelo Badolati – giornalista da trent’anni a Gazzetta del Sud e autore di venti testi sui fenomeni criminali italiani pubblicati in Italia e all’estero – in questo suo recente libro racconta come in ogni luogo della Calabria ci siano tante cose meravigliose ma poco conosciute. Quindi non la solita minestra di ‘drangheta e di ‘drine ma un bel viaggio insieme a lui nei tanti luoghi calabresi che hanno fatto la storia e sorprendenti incontri con le persone che hanno lasciato bei segni del loro passaggio in questa terra. Finalmente (era ora!) un occhio diverso con cui guardare questa regione che tanto ha sofferto e tanto ancora soffre.

Ho apprezzato molto che il giornalista abbia voluto dedicare questa manifestazione non solo alla Calabria ma anche alle donne calabresi, a tutte noi, e ne ha citate alcune che si sono distinte in vari campi ma che sono conosciute poco o per niente. Per esempio:

Teanò, una delle 28 allieve della scuola fondata da Pitagora a Crotone intorno al 530 a.C.
Frequentando questa scuola, Teanò divenne filosofa, matematica, cosmologa, astronoma, studiosa di fisiologia e guaritrice, aprendo assieme alle altre discepole le porte della conoscenza al mondo femminile.

Nosside: visse nella Locride remota, tra il IV e il II secolo avanti Cristo, già civilissima nel tempo in cui Roma era poco più di un villaggio di pastori e la pianura padana un acquitrino con palafitte. Diventò la più grande poetessa della Magna Grecia.

Teresa Talotta Gullace: di Cittanova (RC), il 3 marzo 1944 fu uccisa dai nazisti durante l’occupazione di Roma, dove si era trasferita insieme al marito.  Madre di cinque figli e incinta del sesto, stava tentando di avvicinarsi al marito, arrestato durante il rastrellamento. Non era da sola, con lei c’erano altre donne e tutte rivendicavano il loro diritto di vedere i loro cari, prima che venissero deportati nei campi di lavoro in Germania. Teresa, scorto il marito, tentò di avvicinarsi a lui per porgergli un fagotto con dentro del pane ma un soldato tedesco se ne accorse e le sparò. È diventata uno dei simboli della Resistenza delle donne. Questa vicenda ispirò il regista Roberto Rossellini per la scena centrale del film “Roma città aperta”: Anna Magnani, che impersona sora Pina, viene uccisa mentre corre dietro al camion che porta via il marito catturato dai tedeschi.

Rita Pisano: è stata una prestigiosa figura istituzionale calabrese, per venti anni (dal 1964 al 1984) sindaco di Pedace (oggi Casali del Manco). Giovane pasionaria, nel 1949 partecipò al congresso mondiale per la pace a Roma e il suo atteggiamento entusiasmò il grande pittore Picasso, a tal punto che disegnò il suo volto nel ritratto ‘La jeune fille de Calabre’ .

Caterina Tufarelli Palumbo: laureata in giurisprudenza, fu eletta sindaco, all’unanimità, il 24 marzo 1946, nel comune di San Sosti (Cosenza) all’età di 24 anni. Si impegnò molto per migliorare le sorti del suo paese e la vita della gente. Fece costruire scuole, strade, l’acquedotto, l’orologio, il mercato coperto e una struttura per le famiglie meno abbienti. A fine legislatura, nel 1952, presentò un bilancio consuntivo con tutte le opere realizzate, scusandosi per quello che non era riuscita a fare. Morì il 7 dicembre 1979 a soli 57 anni ma ha lasciato uno straordinario esempio di come agire se si ama davvero il luogo in cui si vive.

Davvero una gran bella iniziativa. Naturalmente non ho riportato tutte le donne menzionate né i luoghi stupendi e ricchi di storia menzionati da Badolati ma spero di poter incoraggiare chi legge questo post a conoscere, amare e comunicare agli altri il posto in cui vive. Conoscerlo per amarlo e rispettarlo. Amarlo per proteggerlo e migliorarlo.

 


Badolati durante il “viaggio” nella meravigliosa Calabria. Alla sua sinistra Antonio Iapichino. In sala studenti di varie scuole del territorio.
Io e i miei alunni all’ingresso di Palazzo San Bernardino (Rossano)
Io e la mia collega Tiziana De Rango…non famose ma…calabresi!

Grazie ad Arcangelo Badolati per il suo impegno. Grazie ad Antonio Iapichino per l’invito a questa lodevole iniziativa. Grazie ai miei studenti e a tutti quelli presenti in sala: vedere dei giovani attenti e partecipi mi ha reso di nuovo orgogliosa del mio essere insegnante.

Letizia Guagliardi

2 risposte a "La meraviglia delle donne calabresi"

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  1. Buonasera carissima prof, davvero molto interessante ciò che avete proposto oggi,ed è vero è molto bello quando si sente parlare della propria terra, finalmente bene, e non sentire solo e soltanto storie di mafia, violenza, e altre cose brutte, perché la Calabria non è solo brutte notizie, ma scavando e interessandosi come fate voi si può riuscire a tirare fuori il meglio,buona serata, grazie e complimenti.

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