Nuovo anno scolatico, nuovo laboratorio di scrittura creativa con i bambini!
Il mio lab. #ioscrivoconletizia ricomincia i suoi giri sulla grande, meravigliosa giostra delle parole. I miei piccoli aspiranti scrittori quest’anno sono in seconda elementare, sempre capitanati dalla loro splendida maestra Maria Antonietta Ruperto (Scuola Primaria “Monachelle” di Corigliano Rossano) e oggi c’è stato il nostro primo incontro dell’anno scolastico 2026-2027.
Per iniziare, ho scelto una storia che avevo scritto qualche anno fa con altri bambini: La zucca Maicontenta. A sette anni il concetto di una zucca parlante e brontolona è perfetto per attivare l’immedesimazione e l’ironia. Tra la storia di una zucca scontrosa e fogli pieni di buffi brontolii, il primo incontro è volato! La creatività dei bambini ha dimostrato che persino la zucca più Maicontenta del mondo può diventare una splendida alleata della fantasia.


Ho iniziato il laboratorio attirando la loro attenzione con la lettura ad alta voce dell’introduzione del racconto, dove presento la Zucca Maicontenta e il suo modo di lamentarsi di tutto – del sole troppo caldo, della pioggia bagnata, della terra troppo dura. Maicontenta è piaciuta subito. I bambini adorano lamentarsi per gioco, quindi li ho guidati a espandere il personaggio. Ho chiesto alla classe: “Secondo voi, per cos’altro potrebbe lamentarsi oggi la zucca Maicontenta?”
Ho raccolto le loro idee alla lavagna e così abbiamo creato la “Mappa dei brontolii”.
Esempi: Si lamenta perché una formica le fa il solletico, perché passano troppe nuvole, perché un corvo l’ha guardata male.
Dalla mappa siamo passati al diario dei brontolii. Ho disegnato alla lavagna la Zucca Maicontenta con una grande nuvoletta, come nei fumetti) e ho chiesto ai bambini di completare questa struttura di frase fissa, facilissima per la loro età: «Uffa! — disse la Zucca Maicontenta — Oggi mi lamento perché…»
🎃 IL DIARIO DEI BRONTOLII 🎃
Nome: ______________________ Data: ____________
Oggi abbiamo conosciuto la Zucca Maicontenta. È arancione, è tonda, ma soprattutto… brontola sempre!
✍️ ORA TOCCA A TE!
Aiuta la zucca a trovare un nuovo, buffo motivo per lamentarsi. Completa la frase nel fumetto:
«UFFA! — disse la Zucca Maicontenta — Oggi mi lamento perché ____________________
Abbiamo letto le lamentele inventate dai bambini. Ognuno, prima di leggere, doveva fare la faccia più imbronciata che poteva. La nostra Zucca Maicontenta è diventata, a questo punto, l’idolo del laboratorio. Perché, secondo me, trasmutare la lamentela in un gioco creativo è una delle strategie didattiche più efficaci per i bambini.









Spronarli a lamentarsi all’interno di una cornice ludica ha diversi vantaggi.
Anulla il blocco della pagina bianca: tutti i bambini sanno come ci si lamenta. Attingono a un’esperienza reale ed emotiva immediata, il che rende la scrittura spontanea e facilissima.
Sviluppa l’empatia e l’ironia: vedere le proprie lamentele proiettate su una zucca permette ai bambini di guardarle dall’esterno, ridimensionarle e riderci sopra.
Arricchisce il lessico: per lamentarsi bene servono aggettivi (fastidioso, noioso, freddo, strettissimo) e verbi d’azione. La mappa è diventata un eccezionale magazzino di parole da usare per la scrittura.





Per fare ordine nella nostra Mappa dei brontolii, abbiamo diviso le lamentele in tre categorie:
I fastidi della natura: il solletico dei vermetti, la pioggia troppo bagnata, il vento che spettina le foglie, la terra troppo fangosa.
I problemi da zucca: il colore troppo arancione, la buccia troppo dura, la paura di diventare una torta o una lanterna.
I brontolii da bambini (prestati alla zucca): svegliarsi presto all’alba, dover stare sempre fermi nello stesso posto del campo, il vicino di orto che parla troppo.
Una volta riempita la lavagna di parole-chiave e spunti, i bambini hanno avuto l’imbarazzo della scelta. Ognuno ha potuto pescare dalla mappa il brontolio che preferiva o inventarne uno nuovo per riempire il fumetto della propria scheda.
Ecco una lista delle lamentele assurde, buffe che ci siamo divertiti a inventare.
I fastidi dell’orto (animali e Natura)
La lumaca lumacosa: «Uffa! C’è una lumaca che usa la mia buccia come scivolo e mi lascia tutta la scia di bava appiccicosa!»
Il lombrico logorroico: «Non ne posso più! Quel lombrico sotto terra continua a chiacchierare e non mi fa fare il pisolino pomeridiano!»
La pioggia bagnata: «Ma perché la pioggia dev’essere così bagnata? Poteva scendere del succo di frutta!»
L’erba invadente: «Quel ciuffo d’erba mi sta facendo il solletico sotto il mento da tre giorni. Aiuto, voglio grattarmi ma non ho le mani!»
Il corvo critico: «Quel corvo si è appollaiato sopra di me e ha detto che quest’anno non sono abbastanza arancione. Che maleducato!»
I drammi personali della Zucca
La noia dello stare fermi: «Tutti gli animali camminano e io sono bloccata qui con le radici. Che ingiustizia, volevo fare un giro sulle giostre!»
Il troppo arancione: «Sono stufa dell’arancione. È un colore così vistoso! Domani mi dipingo di blu con il fango.»
La buccia stretta: «Cresco, cresco e questa buccia diventa sempre più stretta. Mi sembra di stare dentro una scarpa di tre taglie in meno!»
Le foglie spettinate: «Il vento mi ha spettinato tutte le foglie. E adesso come mi presento alla festa del raccolto?»
Il sole scottante: «Questo sole mi scotta la testa! Qualcuno mi porta un cappello di paglia o un ombrellino da spiaggia?»
Brontolii da bambini… rubati dalla Zucca
La sveglia presto: «Il gallo canta troppo presto. Io sono una zucca notturna, voglio dormire fino a mezzogiorno!»
Il vicino fastidioso: «La zucca di fianco a me russa come un trattore. Non si può vivere così!»
I compiti dell’orto: «Il contadino vuole che io assorba i sali minerali dal terreno. Ma io oggi non ho voglia di fare i compiti di scienze!»
Il cibo ripetitivo: «Sempre e solo acqua e terra, acqua e terra… Ma un piatto di patatine fritte a noi zucche mai?!»
La paura del parrucchiere: «Ho sentito dire che a ottobre gli umani svuotano le zucche. Nessuno tocchi i miei semini, sono la mia pettinatura preferita!»






Il laboratorio di oggi non è stato solo un esercizio di scrittura e disegno ma un viaggio emotivo. Attraverso la mappa dei brontolii, i bambini hanno esplorato la frustrazione e il malumore e hanno imparato a nominarli e a ironizzarci su. La scrittura creativa diventa così uno specchio in cui guardarsi e sorridere.
Vedere come ogni piccolo scrittore ha saputo dare una voce, un colore e una forma ai propri piccoli brontolii, trasformando la lamentela in una storia da ridere, è stata la piccola-grande meraviglia di questo primo incontro. La nostra Zucca Maicontenta alla fine ha sorriso, circondata da una mappa coloratissima di idee.
A volte basta un pizzico di immaginazione per scoprire che anche dietro a un brontolio si nasconde un capolavoro. E tu, o i tuoi bambini, per cosa avete brontolato di più in questi giorni?
Questo è stato solo il primo passo nel nostro autunno di storie. Le avventure – e le trasformazioni – continuano al prossimo incontro. Resta sintonizzato per scoprire dove ci porterà il vento della creatività.
Letizia Guagliardi
Lascia un commento