Buon pomeriggio!
Oggi, con il collage di Poppy Spring, festeggiamo il compleanno del Piccolo Principe, il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry.
Sì, perchè ha appena festeggiato il suo ottantesimo anniversario dalla prima pubblicazione in Francia, avvenuta nell’aprile del 1946. In realtà, l’opera ha “due compleanni”: il 6 aprile 1943 uscì negli Stati Uniti (in inglese e francese), mentre la prima edizione francese arrivò solo tre anni dopo. In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1949 dalla casa editrice Bompiani. Da allora, è ampiamente riconosciuto come il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia. Ecco, in breve, il riassunto:
La storia inizia con un aviatore che, a causa di un guasto al motore, precipita nel deserto del Sahara. Qui incontra un bambino biondo, il Piccolo Principe, proveniente dall’asteroide B 612, che gli chiede subito: “Mi disegni una pecora?”
Nei giorni successivi racconta il suo viaggio tra bizzarri pianeti e l’incontro con una volpe, imparando che “l’essenziale è invisibile agli occhi” e che l’amore per la sua rosa lo rende responsabile. Il libro è una critica al materialismo e all’aridità degli adulti, che spesso dimenticano di essere stati bambini. Insegna che ciò che rende unica una persona o una cosa è il tempo e la cura che le dedichiamo. La rosa rappresenta, infatti, l’amore, la fragilità, la bellezza e la complessità delle relazioni umane.
Ogni pagina è intrisa di significati simbolici, messaggi profondi e frasi che fanno riflettere. Ecco le mie preferite:
Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.
Mi domando, – disse, – se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.
Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.
Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice.
È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Ciò che fa bello il deserto è che da qualche parte nasconde un pozzo.
Anche a te fanno riflettere? O ne vuoi aggiungere altre?
Serena serata!
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Letizia Guagliardi
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