La parola per il 2026: M e r a v i g l i a

2025: CREATIVITÀ

2024: LOTTARE 

2023: SPLENDIOSA (splendi e osa)

2022: GRATITUDINE 

2021: PERSONALITA’ 

2020: CONSAPEVOLEZZA

Ho iniziato nel 2020 a scegliere una parola, una sola. E poi ho continuato ogni anno. E ogni parola scelta è diventata uno stile di vita che non ha sostituito le precedenti perchè, tutte insieme, si armonizzano, come gli strumenti di un’orchestra.

E la parola scelta per il 2026?

MERAVIGLIA

MERAVIGLIA: s.f. [lat. Mirabilia, propr. cose meravigliose] sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata.

A che ci serve, al giorno d’oggi, meravigliarci? Prima di tutto, ci fa bene all’umore e non solo: riduce lo stress, aumenta il benessere e la soddisfazione di vita, migliora le relazioni interpersonali favorendo empatia e connessione. Inoltre, rafforza il sistema immunitario, stimolando il rilascio di ormoni come dopamina e ossitocina nel cervello, che creano un circolo virtuoso di felicità e serenità.

Nel mio laboratorio di scrittura creativa con i bambini propongo attività che si chiamano “allenamenti di meraviglia” ma, in realtà, molte cose me le insegnano loro, i miei piccoli aspiranti scrittori. Sì, perchè con i bambini, ogni volta, riscopro la bellezza nel presente, mi concentro sulle piccole cose quotidiane con curiosità e attenzione, proprio come loro vivono l’attimo senza il peso di passato e futuro. Loro imparano a osservare il mondo con occhi nuovi e ad accogliere l’imprevisto, lasciando da parte schemi e routine. Niente è scontato, non servono eventi straordinari, basta apprezzare ciò che accade intorno a noi.

Proprio come dobbiamo fare noi adulti perchè, quando diamo importanza al senso di meraviglia, possono accadere grandi cose: mente, cuore e anima si aprono. Ritorna “il nostro fanciullo interiore” e scopriamo la bellezza di apprendere ogni giorno, di esplorare, di innovare, di migliorarci e di poter dare il nostro piccolo contributo nel mondo. C’è una bellissima poesia, a questo proposito, di Marcie Hans che si intitola “Fuelled” (alimentato). In sintesi, mette a confronto la grandezza di un razzo creato dall’uomo con la crescita silenziosa di un germoglio in natura. Il razzo “alimentato da un milione di ali di fuoco” che “squarcia un tunnel attraverso il cielo” viene acclamato da tutti, mentre davanti a un germoglio “alimentato solo da un pensiero di Dio” che “si fa strada tra lo spessore del nero” nessuno batte le mani. 

È un chiaro invito, per noi, a ritrovare lo stupore di fronte ai miracoli della natura, a non prendere per scontate le meraviglie quotidiane (la crescita di un albero, la nascita di un animale) mentre celebriamo le creazioni umane e tecnologiche. La vera meraviglia si trova nell’osservare e apprezzare la maestosità e il mistero della creazione, ricordandoci di non trascurare la bellezza del mondo naturale. Per esempio, in questa poesia di Cristina Rossetti (poetessa inglese, 1830-1894) “Chi ha visto il vento?”(1872):

Chi ha visto il vento?
Né tu né io.
Ma le foglie stanno tremando,
È il vento che passa.

Chi ha visto il vento?
Né tu né io.
Ma quando gli alberi chinano il capo,
Il vento li attraversa.

Un altro invito a riconoscere le cose invisibili (Dio, l’amore, la speranza…) attraverso i loro effetti visibili, come le foglie che tremano e gli alberi che si inchinano, a cercare le prove del divino e dell’intangibile nell’universo naturale e nelle piccole cose. La meraviglia si nasconde nei dettagli, le piace giocare a nascondino. E quindi bisogna usare una lente d’ingrandimento, rallentare per prestare attenzione, avere apertura mentale per apprezzare la vita nelle sue infinite sfumature. È ancora possibile, al giorno d’oggi? Io credo di sì.

«La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi» (Sal 118, 22-23). «I presenti furono presi da stupore e dicevano: “Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?”» (Matteo, 8, 23-27); «e le folle, prese da stupore, dicevano: “‘Non si è mai vista una cosa simile in Israele!”» (Matteo 9, 32-38); «e, pieni di stupore, dicevano: “Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!”» (Marco 7, 31-37). «Lo stupore infatti aveva invaso lui, Pietro e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto» (Luca 5, 9).

In questo blog ci sono varie rubriche dedicate alla meraviglia (oltre ai già citati “esercizi di meraviglia” del mio lab. “Io scrivo con letizia”): Italia meravigliosaCalabria meravigliosala meraviglia delle donne. Perchè ci sono tante meraviglie intorno a noi che meritano di essere conosciute, apprezzate e condivise.

E comunque, come diceva Kafka: La giovinezza è felice, perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chi mantiene la capacità di vedere la bellezza, non invecchia mai.

A te che stai leggendo auguro di trovare, almeno una volta al giorno, un motivo di stupirti, anche nelle cose più semplici. Buon anno pieno di belle meraviglie!

Letizia Guagliardi

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