Piccoli, deliziosi, bellissimi: i cupcakes

Domani è la Giornata Mondiale dei cupcakes. Se li adori, come me, sai già cosa sono. Altrimenti, ecco in sintesi la loro storia.

I cupcakes sono piccole torte nate in America, con la prima ricetta nota del 1796 di Amelia Simmons. Ci sono due versioni sul loro nome. Secondo la prima, il loro nome deriva dal fatto che queste tortine (cakes) sono cotte in tazze (cups); secondo la seconda, invece, perchè si usavano le tazze come unità di misura. Secondo me sono entrambe valide. Nel suo libro “American Cookery” Amelia descrive una “light cake to bake in small cups” (torta leggera da cuocere in piccole tazze). Chissà, forse per risparmiare tempo e carbone. A quell’epoca questi deliziosi dolcetti erano chiamati “Number Cakes” o “1234 Cakes” per la facilità delle dosi:1 tazza di burro, 2 di zucchero, 3 di farina e 4 uova. Il termine “cupcake” compare per la prima volta nel 1826 per indicare queste tortine monoporzione che cuocevano più velocemente delle torte intere.

Amelia Simmons, Cucina americana, ovvero l’arte di condire vivande, pesce, pollame e verdure, Hartford: Hudson & Goodwin, 1796 – Biblioteca del Congresso, Divisione libri rari e collezioni speciali.

Inizialmente semplici, i cupcakes si trasformarono nel corso degli anni in creazioni elaborate con l’aggiunta di glasse (frosting o royal icing) e decorazioni, soprattutto dopo il boom commerciale nel XX secolo.

L’esplosione di popolarità avviene negli anni 2000. Il boom mediatico, grazie a serie TV come “Sex and the City”, ha trasformato il cupcake in un’icona della pasticceria, con catene in tutto il mondo che ne vendono migliaia al giorno. Io non ho resistito e sono entrata nel regno dei cupcakes di Peggy Porshen a Londra. Ecco un paio delle sue raffinate creazioni:

I cupcakes mi piacciono tanto non solo per la loro bontà ma anche perchè sono una tela perfetta per la creatività. Grazie alla loro base semplice e alla superficie liscia, sono ideali per decorazioni fantasiose con creme, zuccherini, pasta di zucchero, frutta e cioccolato. Utilizzando strumenti come la sac a à poche, diventano delle vere opere d’arte commestibili, utili per tutte le occasioni, eventi e feste.

Tutta la pasticceria, lo sappiamo, è creatività, fantasia e anche…

  • passione e arte: come un pittore con i suoi colori, il pasticcere sceglie gli ingredienti giusti per creare armonie di tinte e sfumature;
  • tecnica e scienza: richiede conoscenza approfondita delle tecniche di lavorazione, delle proporzioni e delle reazioni chimiche, una “scienza precisa”, insomma;
  • conoscenza degli ingredienti: la selezione e la combinazione sapiente di materie prime di qualità è fondamentale;
  • estetica e design: ogni dolce deve essere bello da vedere, con decorazioni studiate per esaltare l’esperienza gustativa;
  • tradizione e innovazione: unisce il rispetto per le ricette classiche alla sperimentazione di nuove tecniche e sapori;
  • pazienza e precisione: ogni dettaglio conta, dalle tempistiche alla disposizione degli elementi. 

La pasticceria italiana, in particolare, è il nostro orgoglio perché unisce tradizione secolare e innovazione, trasformando ingredienti semplici in opere di gusto ed estetica, grazie a passione, precisione scientifica e creatività dei maestri pasticceri che reinterpretano i classici, legano il dolce al territorio e sperimentano nuove frontiere del sapore, creando esperienze uniche che raccontano storie e valorizzano il sapere antico con le sfide del futuro. È un connubio di arte, scienza e dedizione in cui la creatività si esprime attraverso il gusto e la bellezza. Ci sono creazioni visivamente spettacolari che sono un trionfo di meraviglia che appaga vista, olfatto e gusto.

E a proposito di tutto questo, voglio esprimere in questo post il mio orgoglio anche per la cucina italiana perchè, finalmente, (era ora!) è entrata nei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Ecco la motivazione: «è una miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie, un modo per prendersi cura di se stessi e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali, offrendo alle comunità uno sbocco per condividere la loro storia e descrivere il mondo che li circonda».

E a questo punto, per festeggiare, cerchiamo qualche cupcake da assaporare!

#almenounagioiaalgiorno 🍮

Letizia Guagliardi

Un pensiero riguardo “Piccoli, deliziosi, bellissimi: i cupcakes

Aggiungi il tuo

  1. Ciao…te lo dico chiaramente…in questo periodo preferisco turdilli, scalille e cinulille…e poesie di ricordi e sapori mi riportano a quando ero bambino e osservavo rapito la tanta maestria delle nonne e mamma che li preparavano per il Natale. E puntualmente penso a loro e a tutte le cose buone che ho mangiato…ed al tanto amore ricevuto😊🙏❤️

    "Mi piace"

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑