Buongiorno!
Oggi ci occupiamo dei portaprofumi e per conoscere una parte della loro storia entriamo, per la terza volta, nella bellissima profumeria di Miss Tulip (se vuoi, puoi ritornare ai due precedenti post per leggere l’affascinante storia dei profumi e dei loro segreti).

Dunque, profumi liquidi e solidi hanno sempre spinto l’uomo a creare appositi contenitori e, più prezioso era il profumo, più piccole erano le dimensioni, più fantasiose le fogge, più prezioso il materiale. A partire dal XIII secolo, divennero di moda in Francia dei veri e propri gioielli in oro e argento, da portare addosso, nei quali veniva messo qualche pizzico del proprio pot-pourri preferito. Queste piccole ampolle cilindriche erano spesso decorate con orchidee e viole, portavano le iniziali della proprietaria e venivano scolpite utilizzando materiali pregiati, a volte anche in tartaruga e lapislazzuli. Si credeva che avessero proprietà terapeutiche, proteggendo dalle epidemie, ma il loro uso principale era quello di mascherare i cattivi odori del tempo.
Da quest’epoca troviamo veri e propri oggetti d’arte, portaprofumi da tavolo: figure in porcellana con la testa a tappo attraverso cui filtra il profumo, scatolette di diverso tipo, vaschette preziose per contenere i prodotti odorosi.

Bronzino (Agnolo di Cosimo di Mariano, 1503-1572) – Lucrezia de Medici (presunto ritratto, 1560)
Spargere per casa scatolette contenenti erbe aromatiche era considerato di estrema raffinatezza e ben presto questa moda, originaria della Francia e dell’Inghilterra, si diffuse in altri Paesi, come la Germania e l’Olanda, fino a diventare una consuetudine diffusa verso la fine del Seicento.
E ci fermiamo qua, per questa volta. E mentre siamo ancora inebriati dai profumi di Miss Tulip, diamo il via alla nostra profumata giornata!
#laprofumeriadimisstulip
#ilfrizzantemondodipoppyspring
#almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
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