L’arte di ascoltare nel caos quotidiano

L’uomo vive nel rumore, nella civiltà delle parole: non sa più cos’è il silenzio.
La vita nasce nel silenzio, l’uomo muore nel silenzio, Dio si incontra nel silenzio.
Dietrich Bonhoeffer

Il tempo e il silenzio sono due cose preziose dei nostri tempi, quasi introvabili per la maggior parte dell’umanità. Ci sono suoni che durante la giornata ignoriamo perchè coperti da tanti altri rumori. Il rumore delle onde del mare, per esempio, quando non c’è ancora nessuno sulla spiaggia. Anche il canto degli uccelli e il risveglio della natura all’alba. Ascolti anche tu il concerto delle tortore? A quanto pare seguono un programma prestabilito: appena sveglie, sui rami dove hanno trascorso la notte, si dedicano alla pulizie delle piume e quel loro luuuungo concertino è forse un augurio per la bella giornata che sta iniziando. Poi, durante il giorno, chi le sente più. Al mattino presto riusciamo ad ascoltare anche altri rumori: quello dei netturbini che iniziano il loro lavoro, il motore delle prime macchine per strada, i miagolii dei gatti, a volte il fruscio del vento fra le foglie, il ticchettio della pioggia, alcune tapparelle che si alzano. Poi, con il passare delle ore, non facciamo quasi più caso ai rumori intorno a noi perchè tutto passa in secondo piano. Sono ignorati perchè si mescolano a tanti altri, più forti: il traffico, le sirene, i clacson, le voci (chiacchierii, urla, ecc.) i telefoni, le canzoni trasmesse alla radio. Ed ecco l’importanza del silenzio. Il silenzio non è solo assenza di suono, è anche una condizione che permette una maggiore consapevolezza dell’ambiente sonoro che ci circonda. E anche di noi stessi: il battito del cuore, il nostro respiro, persino i nostri pensieri. È nel silenzio che apprezziamo la varietà e la ricchezza dei suoni intorno a noi. A molti, invece, il silenzio fa paura. Eppure, ascoltare è importante.

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Perchè ci rende più consapevoli, attenti e sensibili all’ambiente e alle persone intorno a noi. Anche questa è un’abilità che si può imparare, allenandosi. E con l’ascolto si acquisiscono anche altre cose: l’umiltà, l’apertura, l’empatia, la gentilezza, per esempio. Si impara a percepire, soprattutto, quello che l’altro ci comunica non con le parole ma con lo sguardo e con i gesti (che, spesso, dicono molto di più). “Amare vuol dire soprattutto ascoltare in silenzio.” (Antoine de Saint-Exupery).
A proposito dei suoni delle cose, mi piacciono molto i versi finali di una divertente canzoncina dello Zecchino d’Oro del 2010: Ascolta col tuo cuore il suono del rumore, impara ad ascoltare il nascere di un fiore. Impara ad ascoltare chi voce non ne ha. Tu prendilo per mano e ti sorriderà. I suoni delle cose ascolterei per ore, è molto divertente, ogni cosa fa rumore.

La canzone che stai ascoltando la conosci certamente, è la famosa e bellissima “The sound of silence” (“Il suono del silenzio”) di Simon e Garfunkel. Pubblicata nel 1964, è sempre attuale: in un mondo sempre più connesso e sempre più rumoroso, questi versi ci invitano a riflettere sul silenzio, sull’importanza della comunicazione vera e a scoprire il significato profondo della nostra vita.

Letizia Guagliardi

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