Scrittura creativa nella scuola primaria: protagonisti coraggiosi e determinati, antagonisti indimenticabili nel lab. “Io scrivo con letizia”

“Scrivo per essere i personaggi che non sono” – Umberto Eco.

Questo è stato il tema del secondo incontro del mio laboratorio con i piccoli scrittori della 5 B (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano). Immedesimarci nel protagonista – “il buono” – e poi nell’antagonista – “il cattivo” – è stato divertente e anche utile perchè ha consentito ai bambini di capire le motivazioni delle nostre scelte, nel bene e nel male.

Il protagonista del racconto d’avventura che abbiamo iniziato nel precedente incontro (vedi QUI) davanti a un pericolo diventa CORAGGIOSO e DETERMINATO. Quale pericolo deve affrontare? Sicuramente qualcosa di straordinario, cioè fuori dall’ordinario. Che tipi di pericoli riusciamo a immaginare? La natura imprevedibile (frane, alluvioni, terremoti, vulcani in eruzione, maremoti, esondazioni, ecc.)? Oppure il pericolo viene dal passato (un archeologo rimane imprigionato in una piramide insieme alla tomba – finora sconosciuta – di un faraone)? E se invece il nostro personaggio e i suoi colleghi astronauti rimanessero a vagare nello spazio perché la loro navicella non può far ritorno sulla Terra? Fra cielo e terra, la nostra immaginazione è senza confini.

Qualunque storia inventiamo, comunque, deve essere credibile. Il bravo scrittore, come il bravo bugiardo, è abile nel far filare tutte le falsità in maniera liscia e coerente, senza perdere il filo logico. Il luogo che inseriamo nella storia, per esempio, deve essere sconosciuto, sia al protagonista che al lettore, oppure il protagonista credeva di conoscerlo e invece poi si accorge che è pieno di insidie e trappole, l’importante è che sia descritto in modo accattivante. La successione degli eventi deve svolgersi con coerenza e precisione perché l’obiettivo è far vivere al lettore una bella avventura, non fatti banali o inverosimili.

L’antagonista deve essere SENZA SCRUPOLI. Perché intralcia il cammino del nostro eroe? Per i soldi? Per la carriera? Per gelosia? Per vendetta? Punta allo stesso obiettivo del protagonista? Oppure diventa cattivo perché deve difendere qualcosa o qualcuno che gli è caro? In ogni caso, deve essere davvero cattivo e, soprattutto, – lo ripeto – credibile. E per essere credibile non deve essere del tutto cattivo, il lettore deve scoprire che ha un lato debole, un sogno o un desiderio inespresso, una paura o una speranza. Magari prova tenerezza per qualcuno: questo spiazza il lettore perché lo percepisce come “interessante”, un cattivo non banale. Insomma, anche lui è un personaggio essenziale nella nostra storia: senza di lui non c’è narrazione. Chi sarebbe Batman senza Joker? E Biancaneve senza la strega? E Aurora, la bella addormentata nel bosco, senza Malefica? Persone normali e noiose, senza dubbio.

Ci sono antagonisti indimenticabili, tanto sono interessanti: Dracula, Sauron di “Il Signore degli anelli”, Dolores Umbridge di “Harry Potter”, Lord Ramsay Bolton di “Il trono di spade”, tanto per citarne alcuni.

Credibili e convincenti. La chiave è sapersi immedesimare molto bene nei personaggi, sia buoni che cattivi. Descrivere le motivazioni che stanno alla base delle loro scelte. E questo ci aiuta a sviluppare la nostra empatia, ad affrontare e superare le nostre paure, a riconoscere le nostre fragilità e i nostri punti di forza.

Questo vale anche per chi non scrive romanzi perché questa tecnica ci fa considerare gli altri da un altro punto di vista, a valutare altre prospettive. Di conseguenza, conosciamo meglio noi stessi, usciamo dalla nostra zona di comfort e capiamo meglio le persone che frequentiamo.

I piccoli scrittori della 5 B sono stati bravissimi a inventare personaggi credibili e interessanti e si sono divertiti tanto a immaginare scenari pericolosi che, nei prossimi incontri di laboratorio, metteranno a dura prova il carattere dei “buoni” e dei “cattivi”.

Letizia Guagliardi

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