Biglietti scelti con cura, penna a sfera o stilografica per una bella calligrafia e francobolli: gentilezza e raffinatezza. Poi si imbucavano nelle cassette rosse delle Poste. Li consegnava il postino o si trovavano nella cassetta delle lettere. Si prelevavano e prima di leggere il mittente si cercava di indovinare chi li aveva mandati. Poi si leggevano con un sorriso, consapevoli che chi li aveva scritti aveva pensato a noi, proprio a noi. Questo tempo fa.

Oggi gli auguri li inviamo (e ci arrivano) a raffica tramite messaggistica, sms, mail. Sono spesso tutti uguali, piatti, senz’anima e spesso contengono copia-incolla di frasi famose e foto offerte dalla rete. Un invio multiplo e ci siamo tolti il pensiero. Per fortuna ancora esistono gli auguri fatti di persona e persino le telefonate, per chi trova il tempo e la voglia.
Approfitto di questo post per fare gli auguri a chi lo sta leggendo!
Letizia Guagliardi
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