L’arte di trasformare le idee in progetti creativi

Questo post è per chi desidera aggiungere un pizzico di creatività nella vita e nel lavoro. La sua lettura, quindi, non è adatta a chi si adagia su un divano fatto di ripetitività, imitazione, banalità, convenzionalità, mediocrità, insulsaggine, grigiore, piattezza e prevedibilità.

Partiamo da qui: nulla è originale perché ogni cosa si fonda su qualcosa che è già stato scritto da qualcuno prima di noi. Lo dice anche la Bibbia: “Non c’è niente di nuovo sotto il sole” (Ecclesiaste, 1: 9).

Mi piace molto l’affermazione dello scrittore André Gide: “Tutto ciò che era necessario scrivere è già stato detto ma, visto che nessuno stava a sentire, bisogna ripetere di nuovo ogni cosa”.

Chi vuole può sostituire il verbo scrivere con dipingere, cucinare, inventare oggetti, suonare, ecc.

Nel campo della scrittura, per esempio, i lettori forti lo sanno: ogni nuova storia è la miscela di una o più idee presenti in opere precedenti, in fatti di cronaca recenti o del passato, in film vecchi e nuovi, nei brani musicali preferiti, nei dipinti, nelle foto, in qualsiasi cosa abbia toccato la nostra anima. Ogni creativo raccoglie le cose che ama, solo quelle, e poi sceglie le idee che hanno scatenato la sua immaginazione. E, soprattutto, legge in continuazione. Arthur Conan Doyle in Le avventure di Sherlock Holmes scrisse: “La vita è infinitamente più bizzarra di qualsiasi fantasia che l’uomo possa concepire”. Vero. Nel mondo ogni giorno succedono talmente tante cose, alcune davvero bizzare, altre assurde, che sono ottimi spunti per una storia interessante.

“E soprattutto, guarda con occhi scintillanti tutto il mondo intorno a te perché i segreti più grandi sono sempre nascosti nei luoghi più improbabili.” (Minipin, Roald Dahl)

A questo punto il bravo creativo – nel lavoro e nella vita – prova a far sua l’opera che sta creando. Anche se si è ispirato a cose già esistenti, la sua abilità consiste nel valorizzare, approfondire e rielaborare in modo personale tutto ciò che ha raccolto e ci aggiunge quella piccola novità che ancora non c’è.

Per chi vuole scrivere, io consiglio di pensare a ciò che si ama e poi di raccontare la storia che si vorrebbe leggere. Lo stesso vale per chi vuole realizzare dei progetti: apri il negozio o l’impresa che vuoi portare avanti, inventa il piatto che ti piacerebbe mangiare, scrivi la canzone che ti piacerebbe suonare e cantare e così via.

Non esiste la fortuna, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione.” (Seneca)

Per esperienza so che le idee non vengono stando sempre seduti al computer perché ispirerebbero delle storie che provengono solo dalla testa. Bisogna impiegare anche le mani (quando si scrive a mano escono fuori decine e decine di possibilità), bisogna andare in giro, parlare con la gente, andare via di casa, di tanto in tanto: il cervello lavora di più quando siamo tra persone con abitudini diverse dalle nostre. ll creativo che si trova in un luogo nuovo lo esplora: si sofferma su ogni particolare, ascolta, annusa e prende nota. Prima o poi, ogni cosa tornerà utile.

“Scrivo seduta nel lavandino della cucina. O meglio, i miei piedi sono dentro il lavandino. Ho scoperto che restare seduti in un posto nuovo può ispirare .“ (Ho un castello nel cuore, Dodie Smith)

Il computer torna utile dopo, quando c’è da rivedere e finalizzare l’opera per la pubblicazione. Dimenticavo…anche starsene seduti a non far niente o affacciati alla finestra è fonte d’ispirazione per i creativi: a volte le idee migliori arrivano proprio mentre ci annoiamo.

Ogni creativo non esce di casa senza portare con sè un taccuino e una penna perché può aver bisogno di appuntare ciò che lo ha colpito: una frase ascoltata sul bus o in treno (i frammenti di conversazioni ascoltati casualmente, i modi di parlare e la mimica delle persone possono ispirare dialoghi molto realistici), un oggetto insolito visto in una vetrina, una nuvola o un albero dalla forma strana, una passeggiata in riva al mare o in un bosco, fra gli scaffali di una biblioteca o di una libreria. Tutto quello che non viene fermato sulla carta sparisce.

Fra le fonti di ispirazione ci sono anche i temi che ci stanno più a cuore. In “Ti scrivo per abbracciarti” ho inserito ben tre temi: come affrontare una perdita, i vantaggi della scrittura, la stupidità delle guerre. All’apparenza sembrano slegati fra di loro ma non è così: ci pensano i personaggi della storia ad armonizzarli tutti e tre.

Quando ti viene un’idea devi impedirle di uscire, lasciarla crescere nella tua testa finché non senti che è arrivato il momento di svilupparla pienamente. Trasforma le idee in … illuminazioni.”  (Joël Dicker – La verità sul caso Harry Quebert)

Circondiamoci di persone brillanti per condividere con loro idee e progetti, frequentiamo ambienti stimolanti per assorbirne ogni stimolo utile: sociale, culturale o professionale. Hai mai sentito questa frase? Se sei la persona più intelligente della stanza, sei nella stanza sbagliata”.

Ultimo consiglio: per favorire la creatività c’è bisogno di buon umore. E cosa favorisce il buon umore? La musica, il buon cibo, amici e colleghi con cui siamo in sintonia, atti spontanei di gentilezza, la gratitudine come pratica quotidiana, leggere cose dvertenti (i fumetti, per esempio) e guardare video che ci fanno ridere o sorridere. Insomma, bisogna darsi da fare, rimboccarsi le maniche e non scoraggiarsi al primo e neanche al secondo ostacolo.

Chi vuole fare qualcosa trova un mezzo, chi non vuole fare niente trova una scusa”. (proverbio arabo)

Letizia Guagliardi

 

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