Biancaneve arriva in città

Riassunto del precedente incontro del laboratorio di scrittura creativa “Io scrivo con letizia“: la Regina matrigna di Biancaneve scopre che la figliastra è più bella di lei. Esplode così la sua rabbia a cui si aggiunge l’invidia: è una battaglia persa in partenza. Non c’è competizione, Biancaneve è bella sia fuori che dentro ed è giovane. Come prosegue la nostra rivisitazione in chiave moderna di questa fiaba così famosa?

I bambini (4 B della Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano) si mettono subito all’opera e inizia un vivace brainstorming. Ecco il risultato.

Biancaneve non può più sopportare le angherie e i soprusi della vendicativa Regina e un giorno lascia il Palazzo Reale. Corre a perdifiato finché arriva in città e ha l’impressione di essere capitata su un altro pianeta: rumori assordanti, traffico caotico, persone indaffarate come formiche. Lei non è abituata a tutto questo e si rende conto di due cose: è sola ma, soprattutto, si sente sola. Che differenza c’è fra essere soli e sentirsi soli? I piccoli scrittori hanno rivelato che hanno provato entrambi gli stati d’animo, soprattutto nel periodo della pandemia.

Mentre sta pensando di ritornare a Palazzo, le si avvicina uno strano personaggio. È piccolo, di colore…(ogni bambino decide quello che preferisce e ne descrive anche le caratteristiche fisiche). È gentile, empatico perché ha capito che Biancaneve è in difficoltà e dice di chiamarsi… (anche qui i bambini sono liberi di scegliere il suo nome). La ragazza si tranquillizza un po’, questo strano tipo le ispira fiducia e non esita a seguirlo, pur di nascondersi dalla Regina e dai suoi scagnozzi.

L’omino la conduce in periferia e continuano a camminare finché arrivano in un bosco. Lui tocca il fianco di un albero, dice una frase strana e si apre una botola nel terreno. Biancaneve è meravigliata: dentro la botola c’è una scaletta, scendono e si ritrova in una casa sotterranea, completamente arredata ma… i mobili sono piccoli! Ed è ancora più stupita quando appaiono altri sei esseri piccoli e buffi. Biancaneve, però, non è spaventata da loro: i loro sguardi sinceri e i loro sorrisi amichevoli la rasserenano.

E inizia, a questo punto, un’altra “tempesta di cervelli”: ci è mai capitata una situazione del genere, in cui ci siamo fidati di qualcuno che ha saputo con lo sguardo, il sorriso e gli atteggiamenti trasmetterci sicurezza e attendibilità? E noi, abbiamo mai offerto il nostro aiuto a una persona sconosciuta che era in difficoltà? O abbiamo girato le spalle ignorandola? Anche stavolta una pioggia di esperienze.

Cosa succederà ora nella casetta sotterranea dei sette buffi omini? Lo sapremo nel prossimo incontro del laboratorio “Io scrivo con letizia”!

Letizia Guagliardi

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