“No, non è un negozio di scarpe, quello di nonna Camelia, ma di fiori. Perché “le pantofole di Venere” è un’orchidea. Il negozio è pieno di fiori e piante ed è antico, risale addirittura al 1888, e apparteneva alle antenate di nonna Camelia.
Nonna Camelia conosce il linguaggio dei fiori. Ieri pomeriggio io e Primula siamo andate nel suo negozio e lei stava consigliando a un cliente una composizione di tulipani, ortensie e primule. Diceva: “I tulipani rossi servono per una dichiarazione d’amore. Poi aggiungiamo delle ortensie, che vogliono dire ‘grazie per la comprensione’, e infine qualche primula per sussurrare ‘non posso vivere senza di te”.
Allora Primula ha raddrizzato le antenne e ha esclamato: <Allora il mio nome vuol dire questo! WOW!”
Quando il cliente è uscito tutto soddisfatto dal negozio abbiamo chiesto alla nonna di dirci altre cose sul linguaggio dei fiori.
<Va bene. Allora…questi sono gli iris. Si regalano come augurio a chi sta iniziando qualcosa di importante.>
<Uhm… – fa Primula – e questi?>
<I giacinti porpora? Sono un invito al perdono. E questi…i pratolini…si utilizzano per dire ‘ci penserò’.>
<E le camelie, queste camelie rosa?> ho chiesto io.
<Se vuoi dire a qualcuno ‘mi manchi’.>“

Nonna Camelia sa che ogni fiore, oltre alla sua bellezza e al suo profumo, può trasmettere anche uno stato d’animo e un messaggio.
I fiori parlano e dicono sempre parole gentili, sussurrate. Bastano, per chi sa ascoltarli.
E bastava la letizia di un fiore a riportarci alla ragione.
(Alda Merini)
Buona giornata!
#almenounagioiaalgiorno
Letizia Guagliardi
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