Si è concluso, con il 5° incontro, il mio laboratorio di scrittura creativa “Io scrivo con letizia” insieme ai bambini della 4 D della Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano. Anche stavolta è stata una bella e divertente opportunità per parlare, scrivere e disegnare: Pinocchio – credulone, ingenuo, bugiardo e sfaticato – lo abbiamo osservato ancora più in profondità. Non sa valutare i pericoli, non riflette sulle conseguenze delle sue azioni, scappa di casa, lascia la scuola e frequenta tipi ambigui, si ribella alle regole e non mantiene le promesse. Non sono così anche tanti ragazzi, oggi?
Nella nostra personale rivisitazione, Pinocchio, dopo l’arresto dei due compari – il Gatto e la Volpe – ringrazia Liquirizia e Clementino per averlo aiutato (puoi leggerla QUI). I due supereroi di Corigliano Rossano, prima di salutarlo, gli danno qualche consiglio: i suoi propositi può realizzarli solo con impegno e fatica, con determinazione e grinta.
Pinocchio fa sì con la testa ma poi si lascia di nuovo sedurre dal mondo. Come Ulisse, anche per lui ci sono le sirene che lo chiamano: i divertimenti, il guadagno facile, le scorciatoie che, all’apparenza, gli promettono una bella vita senza faticare molto. Lui casca in tante trappole e gli capiteranno ancora altri guai ma Liquirizia e Clementino non interverranno più.
E così, mentre sta andando a scuola con il buon proposito di imparare a leggere e a scrivere, viene attirato dalla musica di alcuni pifferi. Incuriosito, chiede e viene a sapere che c’è un teatro dei burattini. Allora per quattro soldi vende l’abbecedario che Geppetto gli ha comprato con i soldi ricavati dalla vendita della sua giacca, l’unica che aveva. Forse, se fosse andato a scuola, non gli sarebbero capitate tutte quelle disavventure: il Paese dei Balocchi, in realtà, è pieno di inganni, di pericoli e di persone cattive come Lucignolo e Mangiafuoco. Come se ciò non bastasse, viene trasformato in asino, si brucia le gambe vicino al fuoco e tocca il fondo quando finisce nel ventre di una balena.
Solo allora si rende conto – i miei piccoli scrittori ci sono arrivati prima di lui – che l’ignoranza e il non aver ascoltato i consigli degli adulti (Geppetto, Fata Turchina e Grillo Parlante) gli hanno portato solo guai.





A volte anche a noi il Paese dei Balocchi fa l’occhiolino, anche noi preferiamo voltarci dall’altra parte quando un obiettivo che avevamo stabilito ci richiede molta fatica e molto impegno e ignoriamo i buoni consigli.
Pinocchio alla fine si rassegna (ma solo quando ormai ha toccato il fondo) e capisce che, tutto sommato, facendo il suo dovere, scegliendo sempre la verità, ponendosi degli obiettivi che lo fanno migliorare e impegnandosi con passione, grinta e determinazione ottiene molto di più e si sente anche bene, felice e soddisfatto.
Nel racconto riscritto dai bambini Pinocchio ora ha due obiettivi: 1) con i quattro zecchini riavuti dopo l’arresto del Gatto e la Volpe andare a riprendersi il suo abbecedario e ritornare a scuola, determinato a non restare più ignorante e 2) guadagnare un po’ di soldi per comprare una giacca morbida e calda per il suo Geppetto. Come? I bambini si sono scatenati: Pinocchio deve fare quello che farebbero loro e che molti di loro già fanno. Per esempio, piccoli lavoretti in casa, aiutare i nonni in qualche faccenda, portare fuori la spazzatura, andare in un bosco raccogliere castagne, bacche e piccoli frutti da vendere a parenti e amici. Con i soldi guadagnati con fatica, tempo e pazienza Pinocchio raggiungerà i suoi importanti traguardi.
Ringrazio i piccoli scrittori perché in ogni incontro del mio laboratorio hanno dimostrato passione per la scrittura, entusiasmo per la lettura e curiosità per ogni novità. Le loro esperienze, le loro idee e i loro preziosi contributi mi hanno dato tanta gioia e soddisfazione. Grazie alla loro maestra, Elisa Milito, perché si è dedicata con cura e attenzione a ogni aspetto pratico relativo alla gestione del laboratorio.
Dalla prossima settimana “Io scrivo con letizia” si trasferirà in un’altra classe, con altri piccoli, entusiasti scrittori!
Letizia Guagliardi
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