Nel mio blog, da quando è nato – sette anni fa – ho sempre parlato di:
bellezza. Halloween, invece, è bruttezza;
luce. Halloween, invece, è tenebra;
vita. Halloween, invece, è morte;
serenità. Halloween, invece, è inquietudine.
Però…mi è venuto spontaneo scrivere lo stesso un post a tal proposito.

Manca poco, ormai, al D-day, perciò stiamo notando il fermento di ogni anno in questo periodo.
I film, le serie TV, i giochi, i fumetti e persino i cartoni animati sono sul genere macabro/horror; nei negozi c’è un vasto assortimento di costumi da streghe, fantasmi, vampiri e altri esseri mostruosi, teschi, pipistrelli, ragni, scheletri, zucche intagliate e accessori orripilanti di vario tipo. E poi valanghe di caramelle a tema e dolcetti di varie forme (ma fanno tutti ribrezzo solo a guardarli). I colori sono il viola, il nero e l’arancione. Si sono programmate anche delle feste per “la terrificante notte di Halloween“, individuata dai satanisti e dai seguaci della magia perché propizia alla pratica magica.
Halloween= All Hallow Eve significa “vigilia di tutti i santi”, quindi la sera del 31 ottobre. Anni fa questa “festa” è stata importata come fenomeno commerciale, un’opportunità per incrementare la vendita di costumi, maschere e gadgets vari. Poi, anno dopo anno, si è trasformata diventando sempre più macabra, una gara a chi esalta di più l’horror, a chi riesce ad impressionare di più. E così si offre ai bambini e ai ragazzi la possibilità di scegliere e di poter acquistare teste mozzate, facce piene di sangue e costumi che riproducono corpi deformi. Non ci sono più le festicciole di una volta. Nelle discoteche le scenografie sono un tripudio di idee per rappresentare al meglio il male: ragnatele, pipistrelli e teschi dappertutto, effetti sonori in chiave horror, carillon e risate inquietanti, lamenti e ululati. Tutte promettono il massimo del divertimento e dei brividi con costumi e travestimenti da far accapponare la pelle, ritmi infernali e musica ultraterrena. E ancora: “il buio si confonde con la luce per creare degli effetti adatti al passaggio degli spiritelli che movimenteranno la serata. Fuochi fatui e lanterne fluttueranno e addobberanno l’aria” – si legge nei manifesti pubblicitari.
Vista la situazione attuale, con quello che sta succedendo in Ucraina e in Israele, abbiamo davvero bisogno di tutto questo?
La maggior parte delle persone segue le tendenze e questa è quella attuale, senza chiedersi se ha senso o no. Molti minimizzano:
- è una festa come Carnevale, solo che cambiano il tipo di vestiti, il trucco e gli accessori vari;
- non ci vedo niente di male, i bambini si divertono un po’;
- è solo un’americanata, un modo di fare marketing;
- è solo un modo divertente per esorcizzare la paura della morte.
Ma Halloween è davvero un’americanata, una ricorrenza innocua, banale e divertente?
In realtà, questa festa non viene dall’America. Già in Italia, tantissimi anni fa, si celebrava la ricorrenza di Ognissanti. Soprattutto nel sud Italia, le porte delle case si tenevano aperte e si lasciavano le tavole imbandite perché si credeva che quella notte le anime dei morti vagavano e si offriva loro del cibo (invece dei dolcetti anglosassoni). Un modo per tenersele buone e per scacciare la malasorte. Questo scimmiottare le abitudini americane di travestirsi, di guardare insieme film horror e poi di andare a bussare alle porte dei vicini di casa esclamando <Treat or tricks> (dolcetto o scherzetto) ha preso piede da noi agi inizi degli anni ’90 (perché a noi piace copiare tutto quello che viene da altri Paesi e adagiarci dolcemente sull’indolenza e sulla passività).
In Italia c’era l’abitudine (per i cattolici) di andare al cimitero, poi in chiesa per la messa. Poi è arrivato Halloween che è certamente più divertente! E, soprattutto, fa guadagnare un sacco di soldi!
Io penso che non tutto ciò che sembra divertente ci faccia stare bene e credo anche che l’idea che “così si esorcizza la paura della morte” sia solo un pretesto. Secondo me prendere in giro la morte vestendosi da scheletri e da fantasmi sia molto triste. Piuttosto, bisognerebbe andare oltre la superficialità con cui si accetta di tutto purché “di moda”.
La nostra società è già molto povera di contenuti, perché aggiungerci anche questo che è vuoto come le zucche intagliate in questo periodo?
Ogni genitore e insegnante dovrebbe cogliere l’occasione di Halloween per fare una riflessione con i propri figli/alunni su cosa rappresenta in realtà, per parlare dei valori positivi e dei comportamenti morali che ci edificano (e non di quelli che ci distruggono) e per distaccarci dall’aspetto commerciale che ha assunto.
La Bibbia, naturalmente, non può menzionare Halloween ma riporta un versetto che ci è molto utile:
“Non rivolgetevi agli spiriti, né agli indovini; non li consultate, per non contaminarvi a causa loro. Io sono l’Eterno, l’Iddio vostro” (Levitico 19:31).
E anche Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, scrive: “Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni”.
E ce n’è un altro, anch’esso interessante, che mi ispira sempre molto, dal momento che, come già detto, io non mischio mai la luce con la tenebra:
“qual comunione v’è fra la luce e le tenebre?” (cfr. 2 Corinzi 6:14). Nessuna.
Mi rendo conto che non è facile andare controcorrente ma, almeno, si può non alimentare nei bambini la cultura del male, dell’odio e della malvagità, si può non accompagnarli a comprare il vestito più orrendo possibile e si può spiegare che gli eccessi fanno sempre male.
Abbiamo davvero bisogno di tante…zucche vuote? Si può andare oltre il “Ma dai! Che c’è di male“? Insomma…abbiamo davvero bisogno di Halloween?!
Letizia Guagliardi
Ciao Letizia! Non mi è mai piaciuta questa festa! Si alimenta nel bimbo la cultura del male, dell’odio, dell’orrore, della paura. Vestiamoli di libri. E’ il libro che insegna a comprendere il mondo, a riflettere e a pensare. La cultura fa a tanti ancora paura!
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