La vita è un carnevale – gioia di vivere e vampiri energetici

“La vita è un carnevale”: è il titolo di questa celebre canzone del 1998, cantata da Celia Cruz. L’ho scelta perchè è un inno all’ottimismo e alla resilienza. Il significato centrale è che la vita va vissuta con gratitudine e gioia e affrontando le difficoltà con un atteggiamento positivo.

“La vita è un carnevale” significa che bisogna vivere e apprezzare ogni momento, cantando e sorridendo spesso. Ma la parte più interessante, a mio parere, è il finale:

Per quelli che si lamentano tanto
per quelli che criticano e basta
per quelli che usano le armi
per quelli che ci contaminano
per quelli che fanno la guerra
per quelli che vivono peccando
per quelli che ci maltrattano
per quelli che ci contagiano
.

Mi soffermo sull’ultimo verso: “quelli che ci contagiano”.

Sono le persone negative, pessimiste e che si lamentano continuamente. Sono i cosiddetti “vampiri energetici”: persone che, consapevolmente o meno, prosciugano la vitalità emotiva e psichica altrui. Chi interagisce con loro si sente stanco, frustrato e confuso.

Spesso manipolatori o narcisisti, tendono a focalizzarsi sul vittimismo, lamentele o egoismo, assorbendo energia per colmare il proprio vuoto interiore. In giro ce ne sono tanti e di diverse tipologie: le vittime, i narcisisti, i lamentosi, i controllori/critici.

Ecco i principali segnali e comportamenti per riconoscerli:

  • Vittimismo cronico: si lamentano costantemente e trasformano ogni piccolo imprevisto in una tragedia greca. Non cercano mai soluzioni reali, però.
  • Manipolazione emotiva: usano i sensi di colpa per ottenere attenzioni e controllo. Fanno leva sulle insicurezze altrui.
  • Monopolio della conversazione: parlano quasi esclusivamente di sé, dei propri problemi o successi. Ignorano completamente i bisogni e i sentimenti dell’interlocutore.
  • Critica e svalutazione: tendono a criticare o a mettere in imbarazzo gli altri per sentirsi superiori. Così facendo risaltano loro.
  • Narcisismo e mancanza di empatia: cercano costantemente la ribalta. Si credono superiori e non provano gioia sincera per i successi altrui.

Ne conosci qualcuno che appartiene a una o più di queste categorie? C’è una buona notizia: esiste la soluzione al problema. Per proteggersi, è fondamentale imparare a porre dei limiti chiari, limitare il tempo trascorso con loro e, nei casi più gravi, interrompere i contatti. 

E ora torniamo al Carnevale. Sapevi che il detto “A carnevale ogni scherzo vale” ha, in realtà, una continuazione? Si completa, infatti, con “… ma che sia uno scherzo che sa di sale”. Più che giusto: sebbene il periodo permetta follie e ribaltamenti dell’ordine sociale, gli scherzi devono essere intelligenti, divertenti e non offensivi. Con buon senso (sale in zucca) e rispetto.

A proposito di vivere la vita appieno, mi viene in mente La Canzona di Bacco (o Trionfo di Bacco e Arianna), il più famoso canto carnascialesco composto da Lorenzo il Magnifico intorno al 1490 per i cortei mascherati del Carnevale di Firenze. È una ballata che esalta il carpe diem (vivere il presente), con il celebre ritornello: “Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. 

A questo punto, se anche a te piace il lato dolce del Carnevale, clicca QUI: fra chiacchiere e castagnole la gioia fa le capriole!

Letizia Guagliardi

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