Il post di oggi è dedicato ad alcune canzoni di Ornella Vanoni, in particolare quelle che ci possono suggerire degli spunti di riflessione. Quella che stai ascoltando mentre leggi è “Tristezza, per favore vai via”.
Tristezza
per favore va’ via
tanto tu in casa mia
no, non entrerai mai
C’è tanta gente che ha bisogno di soffrire
e che ogni giorno piange un po’
invece Ornella vuole vivere e cantare
e deve dirti di no
Tristezza
per favore va’ via
non aver la mania
di abitare con me.
La tristezza non deve prendere dimora dentro di noi, non deve aver la mania di abitare con noi. Riconosciamo, sì, che essa può far parte della nostra vita ma non permettiamole di diventare una presenza permanente.
E dopo la tristezza, ecco la malinconia, in “Domani è un altro giorno”:
È uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più.
E oggi non m’importa dalla stagione morta
per cui rimpianti adesso non ho più e come tanto tempo fa
io ripeto: “Chi lo sa? Domani è un altro giorno, si vedrà”
Domani è un altro giorno, si vedrà.
La malinconia non è sempre negativa, può essere anche un’emozione riflessiva che porta alla crescita personale e all’introspezione, stimolando la creatività e la comprensione di noi stessi. Tuttavia, diventa negativa quando sfocia in tristezza cronica, isolamento, apatia o depressione e, quindi, a un peggioramento del benessere e all’incapacità di vivere nel presente. “Domani è un altro giorno”: un inno alla speranza che ci suggerisce che, nonostante le difficoltà del presente, il futuro ci offre sempre la possibilità di ricominciare.

Molti artisti e scrittori hanno tratto ispirazione dalla malinconia, utilizzandola come fonte di espressione creativa. Tra questi, ci sono scrittori come i romantici – Lord Byron, John Keats, P.B. Shelley – Giacomo Leopardi e autori come Charles Baudelaire e Edgar Allan Poe. Nell’arte, invece, hanno esplorato questo tema artisti come Albrecht Dürer, Vincent van Gogh, Edvard Munch e Pablo Picasso nel suo Periodo Blu.
Victor Hugo diceva che la malinconia è “la gioia di sentirsi tristi” e Giacomo Leopardi: I momenti migliori dell’amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia, dove tu piangi e non sai di che.
Da “Imparare ad amarsi” ho estrapolato questi versi:
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
e vivere ogni istante fino all’ultima emozione.
Così saremo vivi.
Il suggerimento per noi può essere questo: scopriamo la nostra individualità e il bisogno di prenderci cura di noi stessi, senza dipendere dall’approvazione altrui. La canzone riflette un percorso interiore che porta a non sacrificare il proprio equilibrio per piacere agli altri ma ad agire in modo responsabile verso i propri bisogni. Non è un atto di egoismo ma di auto-rispetto.
Io sono tutto l’amore che ho dato
tutto l’amore incondizionato
l’imbarazzo dietro al vanto
un sorriso dentro al pianto.
Io sono tutto l’amore che ho dato
mare in tempesta e cielo stellato
poco prima di uno schianto
un sorriso dentro al pianto.
“Io sono tutto l’amore che ho dato”: amare ci definisce come esseri umani profondamente connessi, capaci di un sentimento che spazia dall’affetto familiare alla passione romantica, fino al desiderio di promuovere il bene e la felicità dell’altro. L’amore ci definisce anche nel nostro dovere di prenderci cura di noi stessi, perché solo amando noi stessi siamo in grado di amare pienamente gli altri. È una forza che ci spinge a superare l’egoismo e a costruire relazioni basate sulla libertà, l’impegno e la reciprocità.
“Mare in tempesta e cielo stellato”: un forte contrasto. Il mare in tempesta indica uno stato d’animo agitato, con i conflitti interiori, le passioni travolgenti e i potenziali problemi nelle relazioni. Praticamente, il caos e l’impeto violento delle emozioni. Il cielo stellato rappresenta la razionalità, la legge morale, la ricerca di un ordine superiore e la consapevolezza del nostro posto nell’universo. Praticamente, la parte della ragione e della morale che cerca di comprendere l’esistenza.
Ornella: ironia, libertà e amore per la vita. Tutte qualità che, anche noi, dobbiamo avere “Senza fine”.
Letizia Guagliardi
“Io sono tutto l’amore che ho dato: mare in tempesta, cielo stellato!” Come mi ritrovo in questa canzone di Ornella Vanoni! Quanto l’ho amata questa cantante!
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Persona e personaggio al tempo stesso. Con altre/i artisti ha incarnato un’epoca, con pregi e difetti. Ha amato, sofferto e cantato i sentimenti di tanti. Per questo è stata tanto seguita dal pubblico. Ora come tanti artisti è, penso, un nuovo Angelo in Cielo. E lì canterà ancora…magari questa volta in un coro molto speciale. Grazie Ornella🌹, riposa in pace🙏
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