Tondi, paffuti, morbidi, ripieni, gustosi o delicati: gli gnocchi accontentano davvero tutti. Oggi, nella sua cucina, Genziana li prepara, come sempre, con tanta fantasia, creando nuovi accostamenti, impasti e sughi classici o originali. Nel corso della storia, gli gnocchi si sono evoluti senza sosta. Il termine risalirebbe all’Alto Medioevo, dal longobardo “knohhil” (nodo del legno) e furono probabilmente le prime forme di pasta, intesa come palline ottenute dall’impasto di farina (di farro, di grano, di miglio o altri semi) e acqua. Poi, intorno al 1500 (dopo la scoperta dell’America), arrivò in Europa la patata. Bisognerà però aspettare fino alla metà del Settecento per trovare i tradizionali gnocchi come li conosciamo oggi: un impasto di farina e patate, lessati e serviti come primo piatto, conditi poi con burro, zucchero e cannella (il pomodoro non era ancora molto conosciuto).
“Giovedì gnocchi” è un detto popolare romano che indica il giovedì come giorno per mangiare gli gnocchi, parte di una tradizione che include anche “venerdì pesce e sabato trippa”. L’origine risale al dopoguerra, quando era necessario preparare pasti economici ma sostanziosi e calorici per affrontare il digiuno del venerdì e i pasti frugali del resto della settimana, consumando scarti come la trippa il sabato.
Magnifici, eclettici gnocchi, da gustare non più…solo il giovedì!
E ora…iniziamo la nostra giornata 😍
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Letizia Guagliardi
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