Buongiorno!
Oggi nella cucina di Genziana si prepara la pizza, fra i cibi italiani è certamente quello più amato e più famoso. Rotonda, quadrata, a tranci, a tavola, in piedi, fuori, a casa: accontenta tutti. Solo a vederla il nostro umore migliora: “Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà” cantava Pino Daniele. Infatti, “Se si fa in quattro per renderti felice è una pizza!” ha incollato Poppy Spring nel diario di cucina di sua madre. Nata povera nelle bettole di Napoli, nel corso degli anni si è arricchita sempre di più fino a conquistare il mercato mondiale che supera i 60 miliardi di euro di fatturato.
La pizza è senza tempo e richiede passione, determinazione, pazienza, impegno e dedizione. La pizza è condivisione, richiede gioia (chi è triste, abbattuto e chiuso in se stesso difficilmente credo riesca a preparare una buona pizza) e dona gioia (a chi sa apprezzarla). Genziana è brava a sfornare pizze buone e armoniose: sceglie con cura gli ingredienti e sta attenta ai tempi e alle temperature, segue la stagionalità e cura gli abbinamenti cromatici e gastronomici.

Preparare una buona pizza è come dirigere un’orchestra. Chi la prepara è il direttore perché deve accordare tutti gli orchestrali in modo da ottenere la migliore esecuzione:
- ogni volta gli ingredienti devono essere freschi, di qualità e di stagione (i colori, i profumi e i sapori si esprimono al loro massimo);
- vanno dosati con sapienza: l’olio, per esempio, deve essere versato a filo sulla “tela” con un movimento a spirale;
- i colori sono importanti (qualsiasi piatto, quando è presentato bene, si mangia prima con gli occhi): bianco/rosso/verde – bianco/verde/marrone/giallo – /rosa/rosso/verde/bianco…
- gli ingredienti della farcitura vanno accostati con diligenza e senza restrizioni perchè il nostro estro non conosce limiti: fiori di zucca, alici e fior di latte, gorgonzola, mozzarella, formaggi erborinati, cipolla e aceto balsamico…
- fra gli orchestrali ci sono anche il nostro cuore, la nostra mente e il nostro amore, per noi e per gli altri: una pizza che si presenta bene e che viene portata a tavola con il sorriso fa emozionare. I cinque sensi si mettono in moto e riaffiorano i bei ricordi. Ti viene in mente quando eri bambino e la mamma la sfornava…
- in mano non abbiamo la bacchetta per dirigere l’orchestra, abbiamo le nostre mani e, anche stavolta, vanno usate nel modo giusto: bisogna toccare l’impasto per “sentire” il punto di pasta, il panetto lievitato va steso, appiattito, guarnito e infornato.
La pizza è un’armonia di bontà, di bellezza e di cultura. È una sinfonia di gusti, divertimento, allegria, passione e amore. È un’instancabile ricerca del lavoro fatto bene, del bisogno di migliorarsi sempre di più, del desiderio di donare qualcosa di utile.
Proprio come dobbiamo fare, ogni giorno, con la nostra vita. Serena giornata e buona pizzata!
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Letizia Guagliardi
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