Eugenio Montale e il milione di scale

Buongiorno!

Oggi iniziamo con una bella poesia. È “Ho sceso, dandoti il braccio”. Eugenio Montale la dedicò alla moglie scomparsa, Drusilla Tanzi (soprannominata Mosca) e la inserì nel 1971 nella raccolta Satura.

Il componimento è una profonda dichiarazione d’amore che celebra il legame quotidiano, l’abitudine e la guida spirituale che lei rappresentava per il poeta.  

Il “milione di scale” è un’iperbole che rappresenta la vita intera, fatta di piccoli gesti abitudinari — come scendere le scale sorreggendo la moglie miope — che diventano preziosi ricordi.

Il “vuoto ad ogni gradino” simboleggia lo smarrimento e la solitudine provati dal poeta dopo la morte di lei: la vita continua ma manca il sostegno fondamentale.

Nonostante la forte miopia di Drusilla, Montale riconosce che lei vedeva più di lui, cogliendo il senso più vero dell’esistenza. Lei era la “vera pupilla”, la guida saggia, non solo una persona da aiutare.

Il “breve lungo viaggio” è un ossimoro che esprime il paradosso del tempo: la vita trascorsa insieme è stata lunga ma ora sembra brevissima e finita troppo presto. “Viaggio” è una metafora che indica la vita.

Bella, vero? Leggere spesso una poesia così ci fa bene perchè ci fa riflettere e rigenera l’anima, un po’ l’effetto che danno la preghiera e la musica. Una pausa quotidiana che nutre lo spirito e riequilibra le energie.

E ora, dopo questa piacevole pausa, affrontiamo la nostra giornata 😉❤️

#almenounagioiaalgiorno #ilcaldoinvernodipoppyspring

Letizia Guagliardi

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