Nel secondo incontro del mio laboratorio di scrittura creativa con i bambini della 5 C (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano) abbiamo esplorato l’isola delle metafore. Nella canzone che stiamo analizzando – “Abbi cura di me” di Simone Cristicchi – ce n’è una: la natura è un libro di parole misteriose e io ho ricordato quella del film “Forrest Gump”: La vita è una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita.
E così abbiamo riflettuto sul significato di questa metafora. Perché la nostra vita, in effetti, è proprio come una scatola di cioccolatini assortiti. Ogni giorno è ben avvolto nella sua carta e dobbiamo toglierlo, questo involucro, senza sapere che gusto ci capiterà. E non è forse questo il bello della nostra esistenza? Ogni giorno è diverso e per scoprire cosa ci riserva ogni “cioccolatino” dobbiamo scartarlo, morderlo e assaporarlo. Ci sono cioccolatini che hanno un sapore e un profumo che ci avvolgono di piacere, altri che ci risultano amari, altri che facciamo fatica a mandare giù. In ogni caso, la nostra scatola di cioccolatini va svuotata.
Subito dopo i miei piccoli scrittori si sono divertiti a inventare le loro metafore, con i relativi disegni:










“QUANDO SONO FELICE I MIEI OCCHI SONO DI NUTELLA”
“QUANDO SONO ARRABBIATO/A IL MIO CUORE È UN VULCANO IN ERUZIONE”
“QUANDO SONO TRISTE LE MIE LACRIME SONO GOCCE DI PIOGGIA SUL MIO VISO”

Le metafore non sono roba buona solo per i poeti. Ognuno di noi può crearle perché così veicoliamo meglio un messaggio complesso e condividiamo con più efficacia un concetto o un’idea. Inoltre, il nostro linguaggio si arricchisce e possiamo anche esprimere quelle emozioni che non riusciamo a comunicare direttamente. Infine, l’uso delle metafore stimola il nostro pensiero creativo e ci aiuta a trovare nuove prospettive.
Ed ecco un’altra metafora famosa:
Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena. Ognuno nella sua vita interpreta molti ruoli e gli atti sono le sette età della vita. Dapprima l’uomo è un bambino che frigna fra le braccia della nutrice, poi uno scolaro lamentoso e svogliato che si incammina verso la scuola a passo di lumaca.… – William Shakespeare, ‘Come vi piace‘, 1599-1600 (atto II, scena VII).
Bene, anche questa volta il lab. “Io scrivo con letizia” è stato allegro, creativo e ci ha arricchito di cose nuove, belle e utili!
Letizia Guagliardi
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