Lab. “Io scrivo con letizia”: una lettera dal futuro

In questo secondo incontro del mio laboratorio di scrittura creativa “Io scrivo con letizia” io e i miei piccoli scrittori abbiamo viaggiato nel futuro, cioè ci siamo immaginati fra quindici anni (i bambini ne avranno 25, io…un po’ di più).

Sembra un po’ strana questa cosa e in fondo un po’ lo è, ma in realtà ci fa davvero bene. Spesso ci pensiamo, a come saremo in futuro, cosa faremo e dove saremo ma sappiamo bene che i pensieri vanno e vengono, non stanno fermi perché viviamo fra mille cose da fare. Così non è se questi pensieri li fermiamo sulla carta. Questo è proprio ciò che ho fatto con i bambini della 5 D (Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano): immaginarci nel futuro e scrivere da lì una lettera a noi stessi che viviamo qui e ora.

Naturalmente i bambini hanno scritto a mano (dei benefici della scrittura a mano ne ho parlato QUI) e poi abbelliranno tutta la lettera con i loro disegni. Sì, perché se la tecnologia ci fa risparmiare tempo, la scrittura creativa a mano ci fa guadagnare tutto ciò che si perde scrivendo al computer (abilità e capacità cognitive utili all’apprendimento, per esempio).

L’obiettivo di questa attività che ha divertito tanto i bambini è stato quello di scrivere una lettera d’amore a loro stessi. Come si immaginano fra quindici anni? Questo li ha riempiti di energia buona, di fiducia, di entusiasmo e di autostima.

Ecco le domande che ho posto ai miei piccoli scrittori:

  1. Come sarò? (aspetto fisico)
  2. Cosa farò? (lavorerò? Avrò finito gli studi?)
  3. Dove sarò? (il luogo in cui mi piacerebbe vivere)
  4. Ho realizzato qualcuno dei miei sogni? Quali?
  5. Sto continuando ad apprezzare le piccole cose? Quali?
  6. Ho superato alcune delle mie paure? Quali?
  7. Quali sono le persone intorno a me che mi fanno stare bene?
  8. Come passo le mie giornate?

La lettera inizia così:

Cara/caro (il nostro nome),

eccomi qua a scriverti questa lettera. Oggi ho 25 anni e…

Questa attività non è solo divertente, è anche utile perché ci proietta verso il futuro e, quindi, non ci fa perdere la capacità di progettare, di vivere con degli obiettivi.

Scriviamo una lettera così anche noi adulti, di tanto in tanto, magari non fra 15 anni, basta un futuro più vicino (sei mesi, un anno o due): ci alleniamo a guardare avanti, a liberarci dalle ansie del presente, a programmare dei traguardi, ad avere una visione di quello che ancora non abbiamo vissuto ma che immaginiamo pieno di promesse da realizzare. Se l’idea della lettera non ci attrae, possiamo usare un diario, magari con una tecnica mista: i nostri pensieri e i nostri disegni, le nostre foto e ritagli di giornali. Credimi, è liberatorio!

Quello che mi ha riempita di meraviglia nel laboratorio di oggi è che i bambini sono arrivati subito nel loro futuro, con idee e sogni ben precisi: chi si è visto notaio a Londra, chi giudice a Firenze, chi veterinaria a Siracusa. Nelle foto qui sotto possiamo vederli all’opera:

E ora che questo incontro è terminato continueranno a immaginare il loro domani ma sanno bene che esso dipende da quello che fanno oggi.

Letizia Guagliardi

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