Si è concluso anche il secondo laboratorio di scrittura creativa “Io scrivo con letizia” previsto per l’anno scolastico 2023-2024.
Cinque bellissimi incontri pieni di creatività con i fantastici scrittori della 4 C della Scuola Primaria “Monachelle” di Rossano.

La nostra riscrittura in chiave moderna della fiaba “La Bella e la Bestia” è giunta al termine (se ti sei perso le precedenti puntate puoi andare a leggerle nella sezione “Laboratorio scrittura creativa per bambini“).
Gaston, dopo aver rapito Belle dalla villa della Bestia, la porta nel bosco. La tensione del genere thriller aumenta e così anche i brividi. Com’è un bosco quando comincia ad albeggiare?


E così comincia il brainstorming: come sono i colori? Che rumori si sentono? Cosa si intravede fra il fogliame? Per quanto riguarda i colori, la palette scelta dai bambini va dal marrone al nero, al giallo, al viola e al bianco. I rumori: ululati, bubolati, squittii. Cosa prova Gaston mentre lo attraversa? È impaurito: occhi gialli fra i rami, movimenti veloci fra le foglie, rumori inquietanti, misteriosi fruscii. Suda freddo e trema, e non solo perché in braccio porta Belle profondamente addormentata.



Dove la sta portando? Nella casupola della vecchina delle erbe e qui la tiene prigioniera. Com’è questa casa? Fa paura già dall’esterno: muri scrostati, macchie d’umidità, ragnatele, finestre rotte.

La Bestia, intanto, si è accorta che Belle non è più nella sua camera, la cerca in tutta la villa e vicino alla porta d’ingresso trova a terra un braccialetto di cuoio al cui interno è inciso il nome di Gaston. Va nella scuderia e con il suo cavallo segue le orme lasciate sul terreno dalle ruote della sua macchina. Arriva nel bosco e anche lui prova un po’ di paura ma l’affronta perché vuole trovare Belle.
Nel frattempo, Belle si è svegliata. Cosa prova? I bambini si sono immedesimati in lei: sgomento, paura, confusione, sorpresa.



È sorpresa quando si accorge che a rapirla è stato Gaston. Perché Gaston non ha accettato il suo rifiuto? Cosa le farà? Dopo i primi attimi di smarrimento prova a far ragionare il ragazzo. Gli parla con gentilezza, senza aggredirlo, ma convincendolo che non può costringere una persona a una relazione che non vuole né può tenerla prigioniera.
La Bestia trova la casa della vecchina delle erbe, nonostante sia ben nascosta dietro una folta parete di foglie. Bussa alla porta e quando si trova davanti quella vecchina tutta ingobbita e rattrappita la riconosce all’istante: è la stessa che, dieci anni prima, gli ha fatto l’incantesimo trasformandolo in una bestia. Irrompe in casa e trova Belle e Gaston.
Epilogo:
Gaston è ritornato in paese. Dietro suggerimento di Belle si è rivolto a uno psicologo per guarire dalla sua gelosia patologica. Da qualche mese ha cominciato a frequentare una ragazza e sta scoprendo cosa significa avere una relazione sana con un’altra persona.
La Bestia è innamorato e ricambiato da Belle, quindi l’incantesimo è terminato. È ritornato ad essere un bel principe, buono e generoso, ora.
La vecchina delle erbe ora non prepara più pozioni magiche e intrugli velenosi ma oli balsamici, creme e unguenti a base di prodotti naturali per curare tutti gli abitanti del paese. Si sente utile, ora, e la sua casa – ristrutturata grazie alla generosità del principe – è carina, non è più nascosta ma ben visibile a chi la cerca per trovare giovamento grazie alla sua lunga esperienza di erborista.
Ringrazio la maestra Maria Antonietta Ruperto (nelle tre foto qui sotto) per la sua disponibilità e il suo supporto durante gli incontri di laboratorio e i bambini, naturalmente, perché si sono entusiasmati e appassionati alla scrittura e mi hanno donato tanta gioia.



La prossima settimana inizierà il 3° laboratorio, con la 4 B.
Un altro gruppo di scrittori, un’altra storia!
Letizia Guagliardi
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