“Giotto”, la Calabria e un direttore della fotografia.

Ho avuto il privilegio di essere stata invitata alla prima del cortometraggio “Giotto”, presentato al Cinema Teatro “San Marco” di Rossano.

Scritto e diretto dal regista Giovanni B. Algieri e prodotto dalla Baluma Productions con il sostegno di Calabria Film Commission, il corto ha impegnato una troupe di sessanta persone con volti noti del cinema italiano: Giovanni TurcoRita De DonatoCarlo Gallo, conosciuto per “L’immensità” con Penelope Cruz e “L’ultima notte di amore” con Pierfrancesco Favino.

Il tema dominante è quello della solitudine, presentato in maniera delicata e commovente. Le scene sono state girate in gran parte nel territorio di Corigliano, i dialoghi sono in dialetto coriglianese con i sottotitoli in italiano.

Ho chiesto a Jonathan Elia – direttore della fotografia – cosa significa per lui avere questa grande responsabilità che io sintetizzo in due parole: INQUADRARE e ILLUMINARE. So che c’è molto altro ma a me interessa soprattutto ciò che lui vuole trasmettere allo spettatore e come ci riesce. Ecco la sua risposta.

“Il mio ruolo di direttore della fotografia non è solo impostazione tecnica. Si tratta di catturare l’anima di una storia attraverso l’arte visiva, creando una sinergia tra la luce, la composizione e le emozioni.

Nel cortometraggio “Giotto”, insieme al regista Giovanni B. Algieri, abbiamo abbracciato un approccio quasi documentaristico, ispirato al cinema verità e al Dogma 95 di Lars von Trier (è stato un movimento cinematografico creato nel 1995 alla cui base c’è un decalogo di regole espresse in un manifesto programmatico. Si trattava di regole per la creazione di film basati sui valori tradizionali della recitazione e del tema, escludendo l’uso di effetti speciali o tecnologie elaborate – N.D.R.).

La fotografia – secondo me – in questo film in certi punti è espressionistica: abbiamo sottolineato i momenti chiave della narrazione, enfatizzato le luci sul volto della bambina quando ascolta i suoi genitori e mentre è nel suo lettino o in giardino, come delle pennellate di luce, e abbiamo sottolineato con zoom molte battute e azioni di nonno Vito, accentuando la sua importanza nella storia.

Nel cuore del cortometraggio che ha scritto Giovanni c’è una storia toccante. Nonno Vito, un uomo burbero e non vedente, ha perso il suo amico a quattro zampe, Giotto. Quando sua figlia Paola, suo marito Carlo e la loro piccola Giulia lo aiutano a cercare Giotto nel quartiere di campagna, si sveleranno degli eventi straordinari.

Questa storia ci ha dato l’opportunità di esplorare la bellezza nascosta nell’attimo presente, di catturare le emozioni e la luce che permeano i nostri personaggi e di trasmettere un messaggio di speranza e connessione.

Nella mia professione, si tratta di tradurre il sentimento e la visione del regista in immagini che colpiscono il cuore dello spettatore. La fotografia è un linguaggio emotivo. Quando Giovanni mi inviò la prima stesura, ricordo che piansi subito.
Questo progetto per noi ha coronato una collaborazione che ormai dura da anni, partendo dai video musicali e i commercials che ho fatto con lui e con Baluma Productions. E speriamo di fare altro molto presto!”

Da parte mia posso solo aggiungere che sono fiera del percorso intrapreso da Jonathan Elia, che conosco da alcuni anni. Si è diplomato nella scuola in cui io insegno – l’ITI “E. Majorana” di Rossano – e ha collaborato con me come regista e direttore della fotografia nel progetto “Scuole sicure” del Comune di Corigliano Rossano (e con il nostro “corto” abbiamo vinto il primo premio!). Gli auguro di continuare a raggiungere traguardi sempre più belli e importanti perché ha tutte le qualità necessarie: passione, determinazione, voglia di migliorarsi, curiosità e coraggio per inoltrarsi in sentieri poco conosciuti ma ricchi di belle scoperte.

Complimenti al regista e agli attori: grazie per le emozioni che ci avete regalato la sera della prima e grazie anche alla Baluma Production e a Calabria Film Commission per il sostegno ad iniziative come queste che mettono in risalto la bellezza e le potenzialità della nostra Calabria.

Carlo Gallo (attore), Anton Giulio Grande (Commissario Straordinario della Calabria Film Commission) e Giovanni B. Algieri (regista)

Letizia Guagliardi

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