scuola

Solo un insegnante? No! Anche un agricoltore, un giardiniere, un idraulico, un elettricista, un vasaio, un fornaio.

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Henry Jules Jean Geoffroy “The children’s class”

Non lo dico per tirare acqua al mio mulino ma… secondo me l’insegnante fa uno dei mestieri più importanti al mondo. E uno dei più difficili e articolati, anche.

Perché chi sceglie di insegnare deve sapere che è anche un….

AGRICOLTORE perché…

deve arare bene il “terreno” per farlo diventare adatto alla successiva semina; deve piantare continuamente e senza parsimonia i suoi semi affinché  questo sia verde, sano e curato; deve stare attento a ciò che coltiva: se semina gramigna raccoglie gramigna. Così ogni anno, in giugno e in luglio, potrà raccogliere con soddisfazione le spighe di grano mature.

GIARDINIERE perché…

deve saper raddrizzare le “piantine” affidate alle sue cure; deve potare i rami secchi, dare la giusta quantità di acqua, aria e luce; deve sfoltire per bilanciarne lo sviluppo. Se avrà fatto un buon lavoro, dopo molti anni vedrà un giardino rigoglioso, pieno di colori e di profumi.

IDRAULICO perché…

deve far fluire nella mente e nel cuore dei suoi allievi l’acqua fresca e pulita della conoscenza; deve sgorgare i tubi intasati da “calcare”,”ruggine” e “impurità”. Sarà soddisfatto del suo lavoro se vedrà nella loro vita il buon funzionamento dei vasi comunicanti da lui installati.

ELETTRICISTA perché…

deve saper accendere le scintille della curiosità e dell’immaginazione; deve attivare gli impulsi della creatività e della meraviglia; deve collegare i fili del coraggio, della determinazione, della perseveranza, dell’onestà e deve, anche, riparare i fili logori. Se avrà costruito un ottimo circuito elettrico, i suoi studenti potranno ricevere delle straordinarie scosse.

VASAIO perché…

deve modellare, plasmare, trasformare… quella materia viva che è il suo allievo. È “come argilla nelle sue mani” e il bravo artigiano sa che si deve armare di sapienza, di tenerezza e di fede. Ma sorride mentre lavora, perché sa che quella massa informe diventerà un pezzo unico e bellissimo.

FORNAIO perché…

deve miscelare le farine adatte per dare consistenza; dosare il sale e l’olio per insaporire le lezioni  e aggiungere la giusta quantità di lievito per dare energia e aiutare la crescita; deve sapere qual è l’aria che favorisce la buona lievitazione e deve impastare mettendo in sintonia la testa e le mani: con tocchi delicati e precisi altrimenti “la pasta soffre”. E poi deve aspettare che l’impasto faccia le bolle, deve rispettare i suoi tempi, dargli una forma e metterlo in forno. E aspettare che si cuocia. Perchè  il segreto di un buon pane è la pazienza.

Quante attività ci sono da fare anche quest’anno! Rimbocchiamoci le maniche.

Solo un insegnante
Dall’ IIS “E. Majorana ” di Rossano (CS):

 

FORZA E CORAGGIO

DIFENDIAMO LA SCUOLA

BUON ANNO SCOLASTICO

AGLI STUDENTI, AI GENITORI

E… AGLI INSEGNANTI!

Letizia Guagliardi

8 commenti

  1. Ciao, Letizia! Viviamo in un mondo pervaso da violenza, crudeltà, dolore, ma nella piccola “oasi” ch’è la classe i ragazzi sono al sicuro perché qui imparano a stimarsi a vicenda, a pensare, a studiare, a meravigliarsi e a creare. La brava insegnante mostra il potere della dolcezza, della pazienza, del coraggio, della dedizione! IMPARA A VIVERE! Una brava insegnante può cambiare questo mondo! Auguri Letizia per il nuovo anno scolastico!

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  2. Eb. 5:8 “Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì”. Anche Gesù dovette imparare dal maestro e dalle circostanze della vita terrena. Il maestro fu ed è sempre il Padre nostro che è stato ed è tutto in tutti. Il Vangelo di Giovanni dice al verso 1 del capitolo 15 che il Padre è l’unico AGRCOLTORE (l’insegnante tutto fare è capace di tutto in tutti… potremmo dire “onnipotente”, onnisciente, onnipresente e tanti altri onni ogni cosa). Gesù fu il primo e unico che imparò tutto tutto dal PADRE…..vogliamo permettere a Dio Padre di farci nascere dal Suo Spirito e di insegnarci a crescere nella sua presenza per onorarlo vivendo e trasmettendo il suo carattere. Vogliamo imparare anche dai nostri insegnanti…che a volte, come dici tu cara Letiziadelizia, sono costretti a essere tutto per tutti e in tutti. Pace a voi.

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    1. Pace a te, Antonio. Per chi crede, trasmettere (dopo averlo ricevuto) il Suo carattere è d’obbligo. Una precisazione: essere un insegnante significa anche essere tutti i mestieri che ho elencato nel post, ma non è una costrizione. Ë uno degli aspetti più intriganti del nostro lavoro.

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  3. Cara Letizia, anche se tutti sembrano dimenticarsi noi, al punto che rischiamo la pelle nelle nostre aule, il nostro è il lavoro più bello del mondo. Il sapere è contagioso, sprigiona un’energia collettiva che germoglia, ed è questo il miracolo: far crescere il sapere, e noi ne siamo gli artigiani.

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    1. Vero, Lucia. L’artigiano, alla fine del suo paziente lavoro, può vedere ciò che aveva immaginato. A volte è pienamente soddisfatto, altre volte un pò meno, ma è sempre pronto a ricominciare.

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